Una palestra per il Comitato Musulmani  «Ci dissociamo dal rogo di via Cenisio»
I sigilli sulla moschea di via Cenisio (Foto by foto colleoni)

Una palestra per il Comitato Musulmani

«Ci dissociamo dal rogo di via Cenisio»

I fedeli del Comitato Musulmani di Bergamo pregheranno all’interno di una palestra nei prossimi giorni: l’interlocuzione odierna con il Comune di Bergamo ha condotto alla decisione, presa in una giornata in cui il Comitato ha preso le distanze dall’irruzione che circa 30 persone hanno eseguito nella giornata di venerdì nella moschea di via Monte Cenisio.

In una comunicazione pervenuta nella serata di sabato 23 luglio all’Assessore del Comune di Bergamo Giacomo Angeloni, i portavoce del Comitato hanno non solo isolato i responsabili dell’irruzione, ma anche dimostrato la volontà di proseguire nel dialogo con le istituzioni e di utilizzare una palestra comunale per la preghiera quotidiana.

Una soluzione che è già stata avallata dal Comune di Bergamo, dalla Prefettura e delle Forze dell’Ordine e consentirà di evitare ulteriori disordini e l’occupazione della strada per la preghiera in via Monte Cenisio. «Parallelamente proseguiranno i contatti per individuare soluzioni di medio e lungo periodo per scongiurare ulteriori disagi nella via» fanno sapere da Palazzo Frizzoni. La palestra è quella di via Monte Cornagera.

Intanto nessuno vuole mettere la firma all’azione di protesta messa in scena nel centro islamico di via Cenisio venerdì, culminata con l’occupazione e un rogo nei locali, per il quale è stato necessario l’intervento dei vigili del fuoco. Dopo che la questura venerdì sera ha sequestrato i locali, dopo la condanna degli amministratori, il Comitato musulmani Bergamo prende le distanze dall’accaduto. Anche se, proprio venerdì, alcuni fedeli impegnati nella protesta, si sono presentati come membri dello stesso Comitato che ora «si dissocia da qualsiasi atto illegale compiutosi contro beni e o persone» si legge in una nota stampa.

«Il Comitato ha sempre agito nel rispetto della legge come dimostrano questi 6 mesi trascorsi dalla chiusura del centro, in cui il suo ruolo è stato di far mantenere la calma ai fedeli per non incorrere in azioni illegali nonché di ambire ad una soluzione pacifica del problema», continua la nota. Il gruppo di musulmani schierato con El Joulani (da mesi in contrasto col presidente di via Cenisio, Saleh) ammette di «aver percepito un preoccupante livello di rabbia dei fedeli, esausti dalla poca disponibilità da parte del Centro islamico di arrivare ad una soluzione e pressati dall’ordinanza del Comune di divieto a pregare per strada». Infine invita «i fedeli alla calma e all’autocontrollo» e chiede, al Comune e al centro islamico «un minimo di considerazione nei confronti dei fedeli che meritano rispetto». Sabato in via Cenisio non si è presentato nessuno, ad eccezione di qualche membro del gruppo di Saleh.

Una condanna, forte, arriva dal presidente di via Cenisio, che sporgerà denuncia: «Sappiamo chi c’era venerdì, abbiamo immagini, nomi e cognomi, non ci interessa che siano del Comitato o no. È facile dissociarsi adesso, nessuno vuole addossarsi la colpa – spiega Saleh –. Venerdì è stata scritta la pagina più nera della nostra storia a Bergamo, che dura da più di 20 anni».


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