L'Eco lab: tutti insieme
per immaginare la città ideale
Il futuro prima di tutto. Quello di Bergamo e di una comunità intera, che attende risposte e soprattutto pone nuove domande. Una sfida che L'Eco di Bergamo intende raccogliere con una nuova iniziativa, che partirà tra fine settembre e ottobre.
Il futuro prima di tutto. Quello di Bergamo e di una comunità intera, che attende risposte e soprattutto pone nuove domande. Una sfida che L'Eco di Bergamo intende raccogliere con una nuova iniziativa, che partirà tra fine settembre e ottobre: «Con il cambio degli armadi» scherza il direttore Giorgio Gandola.
Si chiama «L'Eco Lab», il nuovo progetto che impegnerà diverse testate del gruppo Sesaab nei prossimi mesi: un lavoro trasversale e multimediale, da L'Eco di Bergamo al sito web, passando per Radio Alta e Bergamo Tv. «Vogliamo mettere al servizio dei cittadini tutte le nostre potenzialità, per rappresentare ancora meglio Bergamo e i bergamaschi».
E soprattutto cominciare ad immaginare (e meglio ancora, costruire) insieme il futuro di un territorio che già adesso vive molte trasformazioni, alcune decisamente complesse. Con l'aiuto di tutti «vorremmo identificare le priorità che la città ritiene di avere, per progettare così i prossimi 20 anni, e indicarle a chi ci dovrà rappresentare», spiega Gandola.
Una sorta di ideale di città, più che un'irrealizzabile città ideale: qualcosa in linea con le cosiddette «Smart City» che l'Unione europea ha individuato come modello di riferimento per lo sviluppo urbano dei prossimi anni. Una Bergamo che funziona e appassiona, aperta e vivace, nobile e bella: una città in cui vivere bene, capace di affrontare i suoi problemi senza negarli, di discutere - anche duramente se necessario - con l'obiettivo di fare, e farlo bene.
In collaborazione con Nando Pagnoncelli e Ipsos, sono stati messi a fuoco 5 temi centrali per il futuro di Bergamo e del suo hinterland, che verranno tutti trattati in un'ottica smart. Traffico, mobilità e valorizzazione del centro cittadino vanno a comporre la proposta de «La città mobile». Un tema così attuale che si commenta (ed eviscera) da solo.
Ma c'è anche «La città che cambia», quella alle prese con le previsioni urbanistiche, lo sviluppo e le direttrici di crescita, che necessariamente s'intreccia con «La città verde», sospesa tra progetti ecosostenibili, risparmio energetico e soluzioni smart. Una Bergamo che deve anche ripensare la sua scala di servizi, «La città abitabile», che non è per giovani ma nemmeno per i vecchi. Ma soprattutto è Bergamo, «La città bella», tra turismo, arte e architettura.
«Sarà un percorso affascinante, con il coinvolgimento dei lettori, ma anche di quel mondo multimediale che si affida ai social network» spiega il direttore de L'Eco di Bergamo. Ogni tema sarà lanciato sul giornale con un forum dedicato, che coinvolgerà esperti locali, eccellenze nazionali e internazionali. Sarà poi Pagnoncelli ad operare una sintesi dei temi, proponendoli in alcuni video su un blog dedicato. Un progetto che vedrà coinvolti sia Ipsos che gli studenti dell'Università di Bergamo.
Dal blog si attende un contributo fondamentale, una porta aperta a contributi dinamici che diventeranno proposte concrete da divulgare ai bergamaschi: sia sui mezzi di comunicazione del gruppo che in incontri pubblici alla presenza di esperti e personalità del Parlamento europeo. Fino alla stesura di un manifesto dedicato alla Bergamo del futuro da consegnare ai candidati delle elezioni del 2014.
Ma «L'Eco Lab» non sarà solo teoria: una delle proposte scelte dai bergamaschi sarà adottata da L'Eco di Bergamo che contribuirà a farne omaggio alla città, in un gesto concreto di vicinanza e affetto. «Lab non è una concessione all'inglese imperante, ma indica proprio quel laboratorio che vogliamo costruire insieme per migliorare la vita di tutti», precisa Gandola.
«Non possiamo pensare di aver fatto il nostro lavoro solo dando notizie: dobbiamo saper accompagnare Bergamo verso quegli obiettivi primari che hanno come scopo voler migliorare la qualità della vita dei nostri cittadini». Una nuova sfida per un giornale - e un gruppo - così radicato nel territorio, ma anche una nuova puntata di una lunga storia: «È nuovo solo il metodo, ma il fine è quello che ci anima da sempre: dare il nostro contributo per aiutare a risolvere i problemi nel quotidiano». In ogni senso.
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