«Ci scusiamo per il disagio» Il libro-reportage sui treni italiani

«Ci scusiamo per il disagio»
Il libro-reportage sui treni italiani

Giovedì 10 marzo alle 18,30 alla Libreria Popolare di via Tadino, a Milano, la presentazione del libro «Ci scusiamo per il disagio» (Treni, pendolari e odissee tutte italiane), l’inchiesta dei giornalisti Gerardo Adinolfi (Repubblica) e Stefano Taglione (Il Tirreno). Interverranno, con gli autori, il responsabile di Legambiente Lombardia Dario Balotta e Carlo Casoli, giornalista Rai e pendolare.

Nel 1975 per raggiungere Milano da Cremona i pendolari ci impiegavano un’ora e dieci minuti. Nel 2015 nulla è cambiato, neanche di un minuto, per i 10.000 pendolari della linea Milano-Mantova. La tratta fa parte del piano messo a punto da Trenord che ha l’ambizioso obiettivo di far risalire la puntualità dal 72% del 2014 al 90% nel 2018. In Lombardia la domanda pendolare è «feroce», dice il responsabile di Legambiente Dario Balotta. «Sui marciapiedi dei binari restano almeno 200.000 pendolari che vorrebbero prendere il treno ma non lo fanno perché fa ritardo, è sovraffollato, devono stare al freddo o in piedi. E quindi si spostano in auto».

Il libro è un viaggio-reportage dalla Sicilia al Piemonte sui treni regionali, Intercity e dell’Alta velocità per scoprire, e spiegare, l’origine di ritardi e disservizi. E perché l’Italia è sempre più un Paese a due velocità. Non solo per il divario di investimenti e performance fra treni ad alta velocità e regionali ma anche perché, come dimostrano le testimonianze dei viaggiatori e degli addetti ai lavori, spostarsi in treno al Sud non è semplice come farlo al Nord. Tra i debiti che negli anni le Regioni hanno contratto con le aziende di trasporto, come in Calabria e in Campania e i treni sempre più vecchi a rimetterci sono i 2,77 milioni di pendolari dei treni italiani che ogni giorno si spostano su carrozze vecchie, sovraffollate e in ritardo.

Adinolfi e Taglione hanno così viaggiato con i pendolari siciliani che per i 106 chilometri tra Ragusa e Siracusa impiegano più tempo che da Firenze a Milano con le Frecce o con gli Italo e, risalendo lo Stivale, hanno scoperto cosa non va sui treni di Calabria, Campania, Basilicata, Lazio, Marche, Toscana, Emilia-Romagna, Lombardia e Piemonte. A fine viaggio l’intervista esclusiva con un capotreno aggredito e accoltellato dopo aver chiesto il biglietto a un passeggero. A distanza di tempo, sui treni, lui che dovrebbe lavorarci, non riesce ancora a risalire.

© RIPRODUZIONE RISERVATA