Lo stracchino
trova casa

Rischiavano di andare perduti, travolti da un mercato che lascia poco spazio ai piccoli produttori. Una cooperativa e una casa, molto probabilmente, riusciranno a salvarli: sono lo Strachì, il Cornèl, il Quartì e il Fiurìt, formaggi tradizionali della Valle Imagna, in particolare di Corna Imagna.

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Rischiavano di andare perduti, travolti da un mercato che lascia poco spazio ai piccoli produttori. Una cooperativa e una casa, molto probabilmente, riusciranno a salvarli: sono lo Strachì, il Cornèl, il Quartì e il Fiurìt, formaggi tradizionali della Valle Imagna, in particolare di Corna Imagna.

Sabato, nella contrada Finiletti di Corna, aprirà al pubblico la «Casa dello stracchino», voluta da allevatori, agricoltori e Comune proprio per ridare forza a un'attività casearia secolare ma ridotta ormai a una produzione limitatissima.  Il merito è della cooperativa «Il tesoro della Bruna».

Da qui l'idea della cooperativa e di una casa che facesse da caseificio, ma anche da «Centro servizi dell'agricoltura», ovvero un ambiente per la trasformazione anche di altri prodotti agricoli, «un tempo connessi alla civiltà del latte e alla cultura dello stracchino», dicono dalla cooperativa (quindi castagne, sorgoturco, frutta, ortaggi e legumi) e poi uno spazio per la vendita diretta e per le degustazioni.

La Casa, spaccio e locali degustazione, sarà aperta il giovedì dalle 15 alle 17, il sabato e la domenica, dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 18. Per ordinare prodotti al di fuori degli orari di apertura o avere altre informazioni è possibile telefonare al presidente della cooperativa Melchiorre Salvi, al numero 035.856267 oppure al socio Gregorio Salvi (340.2277564).

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