«Progetto Rocco», sintomi da long Covid nel 15 per cento dei casi seguiti

Il bilancio L’iniziativa promossa dal Rotary distretto 2042 con Ats ha concluso anche la fase di raccolta dei dati: su 720 pazienti, oltre cento manifestano ancora sintomi.

La fase di raccolta dei dati è terminata: dopo quasi un anno e mezzo di lavoro, il p rogetto Rocco promosso dal Rotary distretto 2042 chiude e aspetta ora i risultati che arriveranno dalle analisi in corso all’ospedale Papa Giovanni XXIII. Acronimo di «Registry of coronavirus complications», Rocco è stato il primo progetto in Italia di valutazione dell’impatto del Covid sulla popolazione promosso da un’istituzione non sanitaria, con lo scopo di seguire per un anno (con assistenza e riabilitazione gratuite) chi è guarito dal virus e di mettere a disposizione della scienza informazioni sulle complicanze della malattia.

720 persone coinvolte

Nato dall’esperienza del call center attivato durante l’emergenza sanitaria grazie al coinvolgimento dell’Accademia di Laserterapia presieduta da Maurizio Maggioni in stretta collaborazione con l’Ats di Bergamo, il progetto Rocco ha coinvolto 720 persone (di età media intorno ai 58 anni) che hanno affrontato la malattia a diversi stadi (nel 33% dei casi anche con ricovero in ospedale) e che hanno subito conseguenze anche dopo la guarigione. Difficoltà respiratorie, danni cardiologi, dolori all’apparato scheletrico: sono alcuni dei sintomi riscontrati anche a diversi mesi di distanza dal campione di popolazione che il progetto ha seguito per 9 mesi, anche con sedute di riabilitazione (nel 50% dei casi) messe a disposizione gratuitamente attraverso i fondi raccolti dal Rotary, oltre 24mila euro, grazie a una cordata di sponsor. In queste settimane sono in corso le analisi sui marker biologici che andranno poi correlati agli esiti della malattia per chiarire eventuali rapporti tra la malattia, le alterazioni del profilo glucidico e il manifestarsi dei sintomi a lungo termine. La fase di studio, dunque, è ancora in atto, mentre si è conclusa l’attività di monitoraggio sui pazienti, che nel 15% dei casi manifesta ancora dei sintomi da long Covid, ovvero più di 100 persone.

Alle linee telefoniche messe a disposizione per raccogliere segnalazioni sono arrivate oltre 10mila chiamate, mentre i messaggi scambiati sono stati oltre 12mila

I numeri dell’impegno dei tanti volontari che hanno contribuito alla buona riuscita del progetto parlano del coinvolgimento di 130 odontoiatri, 41 medici specialisti, altri 40 volontari intercettati grazie alla curia di Bergamo, 200 linee telefoniche messe a disposizione da Planetel, per un flusso di 10mila chiamate e oltre 12mila messaggi scambiati attraverso le chat. Un’attività di volontariato significativa, quella promossa dal Rotary, che presto sarà in un certo senso «istituzionalizzata», come ha annunciato il direttore generale dell’Ats Massimo Giupponi: «Il Progetto Rocco ci darà innanzitutto uno strumento utile sul quale lavorare, in termini di analisi di follow up della malattia – ha detto –, oltre a rappresentare un esempio eloquente di come si può operare insieme per continuare a costruire, anche in futuro, una rete di servizi sul territorio».

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