Va ridata dignità
al Pronto soccorso

Il Servizio sanitario nazionale (Ssn) è spesso oggetto di critiche perché, pur essendo un grande bene per l’Italia, non tutto fila sempre nel modo desiderato. Un problema importante è rappresentato dal funzionamento dei Pronto soccorso. Girano spesso foto di ammalati, anche gravi, che rimangono su una barella per ore senza essere visitati o di Pronto soccorso affollati con tanti richiedenti, che spesso hanno solo sintomi minori. Si è tentato di classificare i pazienti con cartellini di vario colore, dal bianco al rosso; ma anche questo ha sortito scarso effetto. Allo stato attuale tutti vorrebbero fare qualcosa, rendendosi conto che si tratta di un punto critico del Ssn, ma le idee sono ancora confuse, anche se molteplici. Può essere utile cercare di allineare i vari aspetti del problema per stilare delle proposte per un dibattito aperto a tutti.

Va ridata dignità al Pronto soccorso
L’entrata del Pronto soccorso dell'ospedale Papa Giovanni XXIII
(Foto di Yuri Colleoni)

Un primo punto che va sottolineato è la fondamentale importanza del Pronto soccorso. Non è così ovvia. Infatti, sono spesso i giovani medici che vengono reclutati per questa attività, «così fanno le ossa». È un principio completamente sbagliato. Bisogna ridare una dignità al Pronto soccorso. È l’attività medica più difficile e perciò quella in cui si può facilmente sbagliare. I medici del Pronto soccorso devono perciò essere i migliori e i più esperti. Deve essere considerato un punto d’arrivo e un onore far parte del Pronto soccorso. Deve essere la parte finale di una carriera di successo.

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