Legami, inaugurato il Kilometroverde: cresce Dreamland con oltre 30 ettari di parco

LO SVILUPPO. L’azienda bergamasca investe sulla sostenibilità e sulla biodiversità insieme a De Agostini.

Lettura 1 min.

Stezzano

Dreamland, il parco natura protetta di Legami, a Bergamo, a pochi passi dalla sede aziendale, compie 3 anni e punta a diventare la più grande area metropolitana riconvertita alla biodiversità, decuplicando la sua superfice che ora supera i 30 ettari. A protezione del parco è stato inaugurato il Kilometroverde, un intervento forestale lineare di 1 km composto da oltre 1.500 tra alberi e arbusti, una barriera verde tra l’area di Dreamland e l’autostrada A4.

«Dreamland rappresenta il nostro contributo per avere un impatto positivo su ambiente e società - spiega Alberto Fassi, fondatore e ceo di Legami, che in quanto Società Benefit investe il 5% dei propri utili in iniziative Esg - è un’area volutamente non accessibile al pubblico, convinti che dove l’uomo fa un passo indietro la natura faccia un balzo in avanti. «Investire in Legami è stata per il gruppo De Agostini, e soprattutto per la nostra famiglia, una decisione nata da una sintonia di valori. È’ un brand che parla un linguaggio positivo, empatico, capace di connettere le persone e di costruire, come dice il suo nome, legami autentici. É un progetto dalle grandi potenzialità, non solo commerciali ma anche sociali» sottolinea Enrico Drago, presidente esecutivo di De Agostini e socio di minoranza dell’azienda.

I dettagli di Dreamland

Oggi le piante distribuite nell’area sono 6.600, sono state identificate 25 specie di insetti impollinatori (aumentata di oltre 15 volte), risultato della valorizzazione del territorio e 51 specie di piante, ed è previsto che aumentino significativamente nei prossimi mesi, favorite anche dalla realizzazione della zona umida di 250 metri quadrati. Il piano di sviluppo prevede una serie di azioni integrate: la creazione di una scuola per tree-climber con un’aula natura a fini didattici, la realizzazione di sistemi agroforestali che combinano colture cerealicole con circa 400 alberi da frutto di varietà antiche e la piantumazione di una macchia boschiva composta da circa 500 alberi. A questi interventi si affiancano la semina di colture paesaggistiche, la realizzazione di una nuova zona umida naturaliforme di circa un ettaro e lo sviluppo di siepi campestri, con l’obiettivo di rafforzare gli ecosistemi locali e migliorarne la funzionalità ecologica.

© RIPRODUZIONE RISERVATA