(Foto di Bedolis)
CICLISMO . A 50 anni dalla vittoria iridata, sabato 2 e domenica 3 in piazza Dante la città celebra il campione sedrinese con una mostra e altri eventi. Svelata la scultura in legno di una bicicletta opera di Emiliano Facchinetti.
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La scultura in legno di una bicicletta stilizzata, otto biciclette originali che hanno firmato le imprese di una carriera, due giorni in piazza Dante per festeggiare i 50 anni del Mondiale di ciclismo vinto a Barcellona, il 2 settembre ’73. Mezzo secolo dopo, sabato 2 e domenica 3 settembre, in piazza Dante Bergamo ricorda e celebra uno dei suoi figli più amati, Felice Gimondi, il fuoriclasse di Sedrina che quel giorno di settembre a Barcellona regalò una giornata memorabile all’Italia bruciando allo sprint il giovane belga Freddy Maertens dopo aver sorpreso il fenomenale «cannibale» Eddy Merckx, il suo eterno rivale.
La due giorni è stata ideata e realizzata da Gianpaolo Sana, con Norma Gimondi, figlia di Felice, mentre l’opera in legno è firmata dallo scultore Emiliano Facchinetti da un’idea dello stesso Sana e del cavalier Domenico Bosatelli. Sabato 2 settembre il velo sulla scultura è stato sollevato dal sindaco Giorgio Gori, e da Tiziana Gimondi, la moglie di Felice con la figlia Norma. In piazza le istituzioni, con l’assessore regionale Lara Magoni, grandi nomi e volti del ciclismo di un tempo, tifosi di Felice, appassionati, turisti. «Quel giorno del ’73 è una data indelebile nella nostra storia come quella del Mondiale di calcio ’82. Ci eravamo presi l’impegno di dedicare un monumento a Felice e verrà collocato nel cuore della città», ha detto il sindaco Gori.
Sabato 2 settembre, nel pomeriggio, grandi ex hanno ricordato Gimondi in una tavola rotonda moderata dai giornalisti Paolo Marabini e Ildo Serantoni prima di uno spettacolo serale tratto dal libro «Una vita sui pedali» di Paolo Aresi. Domenica 3 la mostra in piazza Dante sarà visibile dalle 10 alle 19.
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