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L’arte di vivere bene»: a Bergamo una nuova clinica per la medicina preventiva

Cliniche di Medicina del Benessere apre in via Ronzoni: percorsi personalizzati, diagnostica avanzata e un’équipe multidisciplinare dedicata alla prevenzione

Andare dal medico non solo quando qualcosa non va, ma prima. Prima che il sintomo diventi problema, prima che la stanchezza venga archiviata come normale, prima che i piccoli segnali del corpo si trasformino in limiti più difficili da recuperare. È da questo cambio di prospettiva che nasce Cliniche di Medicina del Benessere, nuova struttura sanitaria inaugurata ieri a Bergamo, in via Pietro Ronzoni 3, con un’impostazione centrata su prevenzione, longevità e percorsi personalizzati.
Non una semplice somma di visite specialistiche, ma un progetto costruito attorno a una domanda sempre più attuale: come si può restare in salute più a lungo, mantenendo qualità della vita, autonomia, energia e capacità di affrontare le giornate? Una domanda che riguarda gli sportivi, certo, ma anche professionisti, imprenditori, manager e persone che iniziano a percepire i primi segni dell’età e vogliono intervenire per tempo.
«Il tema è andare dal medico per non dover andare dal medico» spiega Manuele Camolese, fondatore e ideatore del progetto, imprenditore nel campo medicale. Una formula semplice, quasi paradossale, che racchiude il cuore dell’iniziativa: spostare il baricentro dalla cura del sintomo alla costruzione di una strategia di prevenzione.

Un metodo, non solo una visita

Cliniche di Medicina del Benessere è un poliambulatorio, ma nasce con un’impostazione diversa dal modello tradizionale. La struttura riunisce circa 25 specialisti, con il coordinamento del dottor Roberto Galli, direttore sanitario. Le competenze spaziano dalla cardiologia alla fisiatria, dall’ortopedia alla nutrizione, dalla ginecologia all’urologia, con il supporto di figure dedicate anche all’attività fisica, alla fisioterapia e al mental coaching.
L’idea, nata anche dall’esperienza di chi finora doveva rivolgersi a strutture diverse per comporre un quadro completo, è portare competenze e valutazioni in un unico luogo. La differenza, nelle intenzioni del progetto, non sta quindi nella singola prestazione, ma nel modo in cui le diverse professionalità vengono messe in relazione. L’obiettivo è osservare la persona nella sua interezza, evitando che ogni specialista guardi soltanto il proprio «pezzo» di problema, perché un disturbo, un calo di energia, un dolore ricorrente o una difficoltà nel mantenere corrette abitudini di vita raramente hanno una sola causa.
«Non c’è nulla di standardizzato - sottolinea Camolese -. Questa non è una medicina che spegne il sintomo, ma un lavoro di analisi e personalizzazione. Il punto di partenza è quindi una valutazione complessiva, pensata per costruire un percorso coerente con la condizione e gli obiettivi della persona».

Dati, diagnostica e percorsi personalizzati

Il percorso può partire da visita, anamnesi e valutazioni mirate, sostenute da strumenti di diagnostica avanzata. Tra gli elementi considerati c’è la misurazione dello stress ossidativo, indicatore utile per leggere alcune condizioni dell’organismo, insieme a test dedicati a età biologica, postura, equilibrio, capacità polmonare e prontezza cognitiva.
A seconda del profilo della persona, possono poi essere previsti approfondimenti diagnostici, anche genetici quando necessari, indicazioni nutrizionali, attività fisica guidata, fisioterapia, mental coaching e terapie come ossigeno-ozono terapia e IV Therapy. Il principio è mettere insieme informazioni diverse per costruire un quadro più completo possibile, evitando risposte uguali per tutti.
La clinica non si rivolge soltanto a chi ha già un problema evidente. Anzi, l’idea è intercettare soprattutto chi vuole occuparsi della propria salute prima di arrivare alla fase del sintomo. «Dobbiamo riempire di vita gli anni, non la vita di anni» sintetizza Camolese. Una frase che fotografa bene il senso del progetto: la longevità non come semplice aumento del tempo, ma come qualità del tempo che si vive.

Benessere, performance e vita quotidiana

Nel linguaggio comune, la parola «performance» richiama subito lo sport. Qui, però, il concetto è più ampio. Performance significa anche energia mentale, continuità nel lavoro, capacità di recupero, equilibrio nelle abitudini, gestione dello stress e possibilità di affrontare le giornate senza sentirsi costantemente in riserva.
Per questo il target non è solo quello degli atleti o delle persone già allenate. La proposta guarda anche a chi conduce una vita intensa, a chi lavora molto, a chi ha responsabilità professionali o familiari, a chi vuole correggere stili di vita sedentari o disordinati prima che diventino un problema sanitario vero e proprio.
Non si tratta di promettere scorciatoie. Il percorso richiede partecipazione, costanza e disponibilità a cambiare alcune abitudini. Anche per questo, accanto ai medici, possono entrare in gioco figure di supporto come mental coach e professionisti dell’attività fisica: non per trasformare la prevenzione in allenamento da campioni, ma per aiutare la persona a rendere sostenibili nel tempo le indicazioni ricevute.

Una clinica che non vuole sembrare una clinica

C’è poi un altro elemento che distingue il progetto: gli spazi. La struttura occupa circa 600 metri quadrati e dispone di quattro ambulatori, una scelta che privilegia ambienti ampi, riservatezza e tempi di attesa ridotti. L’idea è costruire un’esperienza più ordinata, accogliente e personale. Anche l’ambiente, in questa visione, diventa parte del percorso. All’interno sono presenti 75 opere d’arte di 6 artisti nazionali e internazionali, tra cui il bergamasco Manuel Bonfanti, curatore della mostra. Non un dettaglio decorativo, ma una scelta identitaria: rendere il luogo meno simile a un ambulatorio tradizionale e più coerente con il payoff della struttura, «L’arte di vivere bene».
«L’obiettivo è far sì che chi entra non si senta semplicemente paziente tra pazienti, ma persona accolta in uno spazio pensato per ridurre distanza, freddezza e ansia - conclude Camolese -. Una visione che tiene insieme medicina, prevenzione, qualità dell’ambiente e attenzione alla relazione».

clinichedimedicinadelbenessere.it

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