Via Previtali e Porta Osio
Crocevia del tempo e dei ricordi
Con Storylab questa volta andiamo in via Previtali, all’incrocio con via Moroni nei pressi dell’antica Porta Osio. Tutto è cambiato in questo angolo di Bergamo bassa da quando fu scattata questa foto, nella prima metà del Novecento, ma qualche dettaglio lo rende riconoscibile.
Lettura 1 min.Un tram sferragliante ci porta indietro nel tempo fino alla prima metà del Novecento, epoca in cui il servizio tramviario era ancora attivo e ben sviluppato a Bergamo. Siamo in via Previtali, all’incrocio con via Moroni e a pochi passi dall’antica Porta Osio. Un angolo ancora ben riconoscibile, sebbene sia passato quasi un secolo da questo scatto condiviso su Storylab.it da Roberto Brugali e proveniente della Raccolta Lucchetti. A permetterci di riconoscere la via è la palazzina al centro, subito dietro al tram: se passate da via Previtali la troverete ancora lì, molto simile a come era allora, mentre l’edificio alla sua sinistra da allora è «cresciuto» di due piani e svetta rispetto al resto del complesso. Il tram è quello della linea 4 che collegava via Previtali al Cimitero: fu soppresso nell’agosto 1953 e sostituito da un filobus.
L’incrocio con via Moroni corrisponde a Porta Osio (nella foto d’epoca si trova alle spalle del fotografo). E non a caso via Moroni, prima di essere dedicata all’artista Gian Battista Moroni, si chiamava prima corso Porta Osio e poi via Osio. Il motivo dell’antico nome è presto detto: è il paese a cui «faceva capo» la strada; proseguendo in via Moroni verso sud, infatti, si arrivava e si arriva ancora oggi a Osio. Mentre il termine «Porta» si riferisce al fatto che qui c’era una delle porte daziarie della città bassa, che fino alla fine dell’Ottocento era circondata dalle Muraine, demolite a inizio Novecento (ne abbiamo parlato anche in questo articolo). Da Porta Osio due volte la settimana, partivano le diligenze che portavano a Milano. Poi arrivarono il tram, il filobus e gli attuali autobus.
Ecco il confronto tra ieri e oggi con lo scatto del nostro Beppe Bedolis.
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