A Cene si ride in dialetto Sabato «Che strana famèa»
La compagnia «Isolabella» di Villongo Sant’Alessandro in una foto d’archivio

A Cene si ride in dialetto
Sabato «Che strana famèa»

Prosegue con successo a Cene la 10a assegna teatrale organizzata presso la sala delle Associazioni del Comune. L’iniziativa - che ha preso il via il 20 febbraio – è promossa dalla Compagnia filodrammatica di Cene.

Dopo «Ròba de mia crèt» (tre atti di Adriano Villa messi in scena dalla compagnia teatrale «Ol tacapgn» di Almenno San Bartolomeo con la regia di Terry Locatelli) e «Che famèa» (tre atti di Franco Brescianini rappresentati dalla compagnia «Isolabella» di Villongo Sant’Alessandro, con la regia di Franco Brescianini); il terzo appuntamento è per sabato 5 marzo con la compagnia dialettale «I Spolverinér de Gorlagh» che interpreteranno «Che strana famèa», tre atti di Aldo Beretta con la regia di Aldo Beretta.

A seguire, sabato 12 marzo la Compagnia teatrale «I balòres» di Sotto il Monte Giovanni XXIII, metterà in scena «Chèla sagoma del nóno Achille», due atti di Mario Dometti con la regia di Maria Grazia Mapelli.

Concluderà la rassegna, sabato 19 marzo, «Ol re del bombardì», tre atti di Renzo Avogadri e Giuseppe Mazza, interpretati dalla compagnia dialettale «I tira tarde de Trescùr» di Trescore Balneario. Dal cartello risalta l’assenza della compagnia di casa, la Filodrammatica di Cene, che non ha interrotto la sua attività a favore della diffusione del dialetto, pur trovandosi in una situazione di crisi di... personale. Da alcuni anni, infatti, la compagnia seriana, di cui è presidente Enrico Martinelli, soffre per la carenza di figure interpreti di ruoli femminili. Da tempo il sodalizio di Cene rivolge il suo appello alle donne, soprattutto giovani, che si sentono portate all’arte drammatica, perché vogliano cimentarsi con questa disciplina in una esperienza nuova e culturalmente interessante e formativa. «Si facciano avanti – dice Martinelli – e verranno accolte a braccia aperte».


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