Basato sull'omonima serie YouTube, il film prende vita da uno dei miti più inquietanti emersi dal web negli ultimi anni: quello delle Backrooms, una dimensione parallela nascosta appena oltre la superficie della realtà. Basta un attimo di distrazione, un errore impercettibile, e ci si ritrova intrappolati in un labirinto infinito di corridoi deserti, stanze giallastre illuminate da neon tremolanti e spazi liminali che sembrano esistere fuori dal tempo. In questo luogo senza uscita, il silenzio è rotto soltanto dal ronzio delle luci e dall’eco di passi lontani. Ma presto diventa chiaro che non tutti quei rumori appartengono a esseri umani. Mentre la percezione della realtà si sgretola, chi finisce nelle Backrooms è costretto a confrontarsi con la paura più primordiale: quella di essere osservato in un posto dove le regole del mondo non esistono più. Diretto da Kane Parsons, che firma anche soggetto e sceneggiatura insieme a Roberto Patino e Will Soodik, il film trasforma in un horror cinematografico una delle più celebri leggende metropolitane digitali nate online nel 2019. Da semplice creepypasta diffusa tra forum, meme e racconti virali, le Backrooms sono diventate negli anni un vero fenomeno collettivo, alimentato da una comunità di utenti che continua a espandere il mito documentando nuovi livelli, creature e anomalie di questo universo infinito e disturbante.