La Cronologia dell'Acqua, esordio alla regia di Kristen Stewart tratto dall'acclamato memoir di Lidia Yuknavitch, è un racconto intenso e profondamente personale sulla possibilità di sopravvivere al dolore attraverso l'arte e la scrittura. Al centro della storia c'è Lidia, una giovane donna cresciuta in una famiglia segnata dalla violenza, dall'alcolismo e da ferite che sembrano tramandarsi di generazione in generazione. Fin dall'infanzia il suo corpo diventa il luogo in cui si depositano traumi, paure e silenzi, mentre il nuoto rappresenta l'unica via di fuga possibile. Promessa dello sport, Lidia vede però il proprio futuro incrinarsi sotto il peso delle dipendenze, delle perdite e di una sofferenza che rischia di trascinarla verso l'autodistruzione. Quando riesce a lasciare alle spalle l'ambiente che l'ha cresciuta e ad approdare all'università, scopre nella letteratura qualcosa di inaspettato: uno spazio in cui poter esistere senza nascondersi. Le parole diventano uno strumento per dare forma al caos, per attraversare il lutto e per raccontare ciò che per troppo tempo è rimasto imprigionato nel corpo. Attraverso ricordi che affiorano come onde, frammenti di memoria, desideri, cadute e rinascite, il film accompagna Lidia in un percorso di trasformazione profonda. La sua storia attraversa temi complessi e spesso rimossi, dalla bisessualità alla dipendenza, dal trauma alla violenza, dal sesso all'attivismo, senza cercare scorciatoie o consolazioni facili. Più che una biografia tradizionale, La Cronologia dell'Acqua è il ritratto di una donna che impara a riscrivere se stessa. Un viaggio emotivo e sensoriale in cui il corpo e il linguaggio diventano strumenti di resistenza, e in cui l'atto stesso di raccontarsi si trasforma in una forma di libertà. È la storia di una rinascita conquistata parola dopo parola, ferita dopo ferita, fino a trasformare il dolore in una possibilità di esistenza nuova.