Bergamasca che vive in Germania:
da lontano degrado italiano più evidente

Da Monaco di Baviera, in Germania, ci scrive una bergamasca - ora residente lì - che parla delle enormi differenze, soprattutto in campo scolastico, che separano l’Italia dalla Germania.

«Buongiorno. Sono una ex bergamasca abitante a Monaco di Baviera ma spessissimo a Bergamo. Ho letto il commento di alcuni lettori che si pongono la domanda del perché molti emigrano all estero. Cortesemente vorrei rispondere date le esperienze fatte ed ancora in atto. Chi vive a Bergamo non si accorge del degrado cittadino e culturale ma soprattutto di quello politico, un vero disastro».

«Anche in Germania non è tutto oro quello che luccica, però qui non ci sono gli inciuci politici per non parlare di faide. Difendo sempre la nostra città e l’Italia, ma - quando leggo il commento di molti lettori di quotidiani italiani - veramente mi domando se queste persone non sono più capaci di vedere la realtà e fare un esame di coscienza. Mi riferisco all’enorme debito pubblico, al crollo del Pil, un tempo uno dei più forti in Europa e alla situazione scolastica veramente decadente. Ho educato i miei figli bilingue, anzi sono trilingue perché parlano anche l’inglese».

«Devo aggiungere come ex insegnante di francese e inglese che in Baviera i testi scolastici sono gratuiti e alla fine d’anno devono essere restituiti in ordine, altrimenti lì si rimborsa con l’aggiunta di una multa salata. Ogni anno esce un’appendice per aggiornare le materie e queste agevolazioni valgono sia per la scuola dell obbligo che per le superiori».

«L’apprendistato è obbligatorio e dura dai due e tre anni, dopo di che per fare esperienza si viene assunti con stipendi non favolosi. In Baviera il sistema scolastico è molto selettivo e ricalca il nostro, quello degli anni 50 e 60, cioè è rimasto l’accesso al ginnasio inferiore e superiore tramite una votazione buona oppure tramite un esame d’ammissione.La scuola tedesca è dotata del più moderno sistema didattico con a disposizione computer e altro materiale innovativo. Nelle scuole tedesche è sempre stato proibito fare politica sia da parte degli studenti che da parte degli insegnanti. Chi trasgredisce quest’ordine viene punito ed allontanato».

«Ma da noi in Italia è un vero macello ed è questa mancanza di presa di posizione che ha rovinato la scuola italiana. Mi piange il cuore a dirlo ma è cosi. Si incolpa per tutta questa crisi italiana Angela Merkel che secondo la maggioranza di noi italiani è un’arpia che sta distruggendo l’Italia, è lei quindi la colpevole e tutta la Germania».

«È un dato di fatto che i tedeschi sono intransigenti e poco flessibili, ma noi cosa abbiamo fatto per ostacolare la loro arroganza politico-economica? Bergamo un tempo era considerata la Svizzera dell’Italia del Nord. Oggi invece è decaduta e fatica a risollevarsi come tutta l’Italia del Nord. Cordialmente e a presto a Berghem».

Maria G. Mariani in Wolf

Dopo aver letto vari commenti la lettrice che ha scritto l’email ha voluto replicare a chi ha parlato di Germania razzista. «Cortesemente vorrei rispondere ai quei bergamaschi che reputano la Germania razzista. A Bergamo ho assistito a scene razziste veramente deplorevoli. Chi si ricorda di Calderoli che insultò una ministra di colore? Ma per favore, siamo onesti. Anche in Francia è proibito fare politica. La guerra e il nazismo sono finiti nel 1945 anche se ci sono dei rigurgiti di estremismi non solo in Germania ma anche in Italia. Siete rimasti degli inguaribili provinciali con pregiudizi che non servono certamente alla nostra Bergamo. Prima eravamo tutti fascisti, poi persa la guerra abbiamo voltato pagina diventando comunisti. Se vogliamo creare l’Europa unita ognuno deve prendersi le sue responsabilità con onestà e fermezza. Se ci troviamo in questa gravissima crisi non è tutta colpa dei tedeschi, bensì è anche nostra. Invece no, noi siamo solo innocenti... I tedeschi avranno un brutto carattere ma noi non siamo più in grado di fare un esame di coscienza sincero. Cordialmente».

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