Giovedì 21 Agosto 2014

Costo profughi, la Lega va all’attacco

La Caritas: difficile far quadrare i conti

Pranzo dei rifugiati ospiti alla Ca' Matta di Ponteranica
(Foto by Yuri Colleoni)

La Lega va all’attacco sui costi legati all’accoglienza dei profughi in Bergamasca e, in una conferenza stampa, annuncia una campagna informativa fatta con volantini e manifesti nei paesi coinvolti, oltre che sui social network.

Non è più una questione di ordine pubblico o sanitaria - hanno detto il segretario Daniele Belotti e gli amministratori locali del Carroccio - ma economica: i 355 profughi che la bergamasca ospita (fra Sedrina, Vigano, Monasterolo, Casazza, Urgnano e S. Paolo d’Argon) costano ogni anno 4 milioni e mezzo.

Dice la Lega: lo Stato assegna alle cooperative che vincono il bando, fra loro anche la Caritas, 35 euro al giorno per profugo per coprire i costi dell’igiene, dei pasti, dei vestiti e delle ricariche telefoniche. Per il Carroccio però il costo reale sostenuto sarebbe del 25% più basso, quindi non sarebbe più solidarietà senza lucro: per questo invita le cooperative a pubblicare il bilancio di questa attività, per offrire massima trasparenza ai cittadini che pagano le tasse.

La Lega annuncia poi una mozione in tutti i consigli comunali della provincia per chiedere maggiore rispetto della amministrazioni locali (il sindaco di Sedrina sarebbe stato avvertito dell’arrivo del profughi mezz’ora prima) e per rendere obbligatorio il consenso dei sindaci all’insediamento dei profughi.

Per la Caritas la realtà è diversa: non è facile far quadrare i conti - aveva spiegato il direttore don Claudio Visconti - e per questo ai bandi della prefettura per l’accoglienza aderiscono in pochi. Ogni progetto di accoglienza si costruisce dopo aver aderito al bando della Prefettura.

Lo Stato - spiega don Claudio - finanzia una diaria di 30 o 35 euro al giorno, cifra nella quale bisogna far stare ogni voce di costo: l’accoglienza, il vitto, l’alloggio, i vestiti, lo stipendio degli educatori, le medicine e le visite mediche, i corsi di italiano, i viaggi a Milano presso la Commissione territoriale per il riconoscimento della protezione internazionale.

Quella della Caritas è un’accoglienza a costo zero per i bergamaschi. È vero che i 30 euro della diaria giornaliera arrivano dai soldi delle tasse pagate dai cittadini allo Stato, ma per i Comuni non c’è alcun costo. Chiunque può accogliere queste persone, basta aderire ai bandi della Prefettura. Generalmente, però, non essendo convenienti, vi aderisce solo la Caritas o qualche cooperativa.

© riproduzione riservata