Elezioni in Francia, si va al ballottaggio La sfida ora è tra Macron e Le Pen

Elezioni in Francia, si va al ballottaggio
La sfida ora è tra Macron e Le Pen

Emmanuel Macron e Marine Le Pen vanno verso il ballottaggio. Tengono Jean-Luc Mélenchon e François Fillon. Crolla il socialista Benoît Hamon.

Terremoto in Francia, spariscono dal ballottaggio per l’Eliseo i partiti che hanno governato la Quinta repubblica, i socialisti e gli eredi dei neogollisti. La finale per guidare il paese nei prossimi cinque anni se la giocheranno Emmanuel Macron, centrosinistra liberal, e Marine Le Pen, estrema destra del Front National. Dalla gauche ai Républicains, già domenica sera, sono arrivate dichiarazioni di sostegno a Macron contro il Front National per il 7 maggio.

Per la prima volta nella storia moderna della Francia, il candidato del partito che ha appena governato il Paese non arriva al secondo turno. «Si volta chiaramente pagina, oggi, nella politica francese», è stato il primo commento di Macron, che ha salutato la folla che lo acclamava. Da Henin-Beaumont, sua roccaforte, Marine Le Pen ha esortato i suoi a votare per lei, «l’unica grande alternativa» contro Macron, «erede di Hollande».

Benoit Hamon, vincitore delle primarie socialiste, crolla al 6,5% ed ammette, senza scuse, una «pesante sconfitta elettorale e una sconfitta morale». Francois Hollande, il presidente precipitato al 5% della popolarità prima di decidere di non ricandidarsi, ha telefonato a Macron per congratularsi della vittoria. Poco prima era stato il suo primo ministro, Bernard Cazeneuve, ad assicurare Macron del suo sostegno. Per «sbarrare la strada» a Marine Le Pen, anche l’altro sconfitto, Francois Fillon, rappresentante della destra dei Républicains, ha invitato a votare per l’ex ministro dell’Economia: «Non c’è altra scelta».

Sconfitto anche Jean-Luc Melenchon, il leader della gauche radicale,«La France Insoumisè», che come prima reazione ha rifiutato di riconoscere immediatamente la sconfitta invitando tutti a dubitare delle prime cifre e attendere lo spoglio delle grandi città.

Ora le intenzioni di voto al secondo turno hanno dato finora un’oscillazione fra il 60 e il 62% per Macron contro il 38-40% per Marine Le Pen. Macron, sconosciuto al grande pubblico fino a tre anni fa, punta a diventare presidente a 39 anni, un altro primato, portando con sé il centrista Francois Bayrou che a lungo, in passato, aveva rincorso proprio l’obiettivo di Macron, quello di affermarsi in alternativa ai due partiti dominanti. Macron contro Le Pen sarà anche futuro con o senza l’Europa, politica del dialogo contro quella del muro attorno alla Francia e della chiusura delle frontiere. Non c’è stata l’astensione a lungo temuta - l’affluenza è, come per le precedenti presidenziali, attorno all’80% - non ci sono stati attentati o incidenti ai seggi, come si paventava dopo la sanguinosa settimana che ha preceduto queste presidenziali, un’altra circostanza assolutamente inedita. Le premesse per i prossimi giorni non sono le migliori, con immediati tafferugli esplosi alla Bastiglia fra studenti anti-Le Pen e polizia subito dopo l’annuncio dei risultati.


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