Domenica 01 Dicembre 2013

Pirati dei Caraibi? No, di Bergamo

C’è il galeone e conquista le strade

Un galeone dei pirati

Una volta c’erano i «Pirati dei Caraibi». Oggi da noi ci sono invece i pirati di Bergamo. Più simpatici ma altrettanto burberi dei loro «parenti» caraibici, da ormai diversi mesi due pirati di casa nostra stanno spopolando nelle strade e nelle piazze della Bergamasca, inanellando un successo dietro l’altro. Soprattutto da parte dei bambini, che restano all’inizio spaesati e poi stupiti nel vedere arrivare, in mezzo alla strada, nientemeno che un galeone. Ma chi sono i due pirati bergamaschi? Si chiamano Vincenzo Ragusa e Claudio Savina, vivono entrambi a Treviglio e sono dipendenti del parco giochi «Minitalia Leolandia» di Capriate San Gervasio, che è anche la loro base operativa.

Li abbiamo incrociati per caso in una delle loro scorribande piratesche – si fa per dire – in giro per la Bergamasca e, sulle spalle un pappagallo (di peluche) Claudio e una papera (pure di peluche, ma con tanto di cappello con il teschio) Vincenzo, non si sono sottratti a qualche domanda, pur brandendo talvolta le loro spade (di plastica) e intonando qualche strano ritornello.

In arte si chiamano Nemo e Barbabianca, mentre il loro galeone altro non è che un’attrazione itinerante realizzata interamente in maniera artigianale dallo staff di Minitalia Leolandia per far conoscere anche fuori dal parco la nuova giostra acquatica «Mediterranea», inaugurata lo scorso luglio, con un investimento di tre milioni di euro e 25 mila ore di lavoro per lo staff di Minitalia.

Ma cos’è «Mediterranea»? È un’attrazione che ricostruisce una battaglia a suon di cannonate d’acqua tra la piratessa Mediterranea e le Repubbliche Marinare: la giostra è formata da otto barche da otto posti l’una (anche per i disabili) e ospita mille persone ogni ora. Il tutto circondato da effetti speciali come laser colorato e fumo. Ebbene, una di queste barche è «scappata» dall’attrazione e, condotta da Nemo e Barbabianca, sta andando all’arrembaggio fuori dal parco giochi, finendo nei paesi della Bergamasca e del Milanese. Con un successo che nemmeno Vincenzo e Claudio si aspettavano: «Siamo contenti che questa idea piaccia così tanto ai bambini – spiegano entusiasti anche loro come dei bambini –, anche perché il trovarsi di fronte una nave in mezzo a un paese o a una città non è cosa da tutti i giorni. A quel punto facciamo salire i bambini sull’attrazione: ce ne stanno anche sei per volta. Dopodiché si parte per un giro sul galeone: ai bambini vengono date anche le spade, i cappelli, i paraocchi. Il tutto ovviamente senza alcuna spesa per i genitori. Questo rallegra un po’ anche loro», scherzano i due pirati.

Tra i due Vincenzo-Nemo è il pirata buono, Claudio-Barbabianca è il cattivo: in realtà sono entrambi dei giocherelloni. Senza il loro senso dell’umorismo non sarebbe mai potuto partire «Pirati in tour», il viaggio del galeone che, nella Bergamasca, ha già toccato piazze, strade e centri commerciali di Bergamo, Stezzano, Zogno, Verdello, Seriate e Capriate, mentre a Milano i pirati sono già sbarcati a Bellinzago, Carugate e Merate. «Sul galeone possono salire bambini da zero a otto anni – spiegano ancora i due pirati –: la nave, che in realtà ha quattro ruote, è dotata di cannoni, vela e ponte di comando. I bambini possono entrare a far parte della ciurma con tanto di pistole e uncino dei pirati, oltre a un simpatico peluche per far loro compagnia lungo il viaggio».

La nave è «guidata» dai due pirati-mattacchioni – al grido «All’arrembaggio, fuoco! Un uomo in mare!» – e il viaggio sul galeone dura cinque divertenti minuti. I bimbi vengono accolti dal ritornello: «Ur che bello, ur che bello, è arrivato il piratello!». «Siamo stati contenti che questa nostra idea sia subito piaciuta al direttore di Minitalia Leolandia e che abbia subito deciso di mandarci in questo nostro tour», sottolineano i pirati. Che ora sono sbarcati anche su internet con «Le storie dei pirati», i loro racconti pirateschi al caminetto visibili su YouTube e sulla loro pagina Facebook. Pirati, dunque, ma anche piuttosto moderni.

Fabo Conti

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