Zingonia: un fermo per l’accoltellamento

C’è un fermo nell’ambito delle indagini sul ferimento, ieri mattina a Zingonia, dell’immigrato marocchino di 27 anni che ora si trova in fin di vita agli Ospedali Riuniti di Bergamo. Secondo i carabinieri di Treviglio il principale indiziato sarebbe proprio il connazionale che ha dato l’allarme: si tratta di un ventenne senza fissa dimora.

È stato proprio il giovane marocchino, poco dopo le 6.30, a chiedere aiuto: l’extracomunitario era stato poi interrogato a lungo dai militari. La versione data sarebbe però risultata traballante: il fermato non avrebbe saputo spiegare i segni trovati sul suo corpo, che farebbero pensare a una colluttazione, e poi ci sarebbero anche alcune testimonianze. Ora l’immigrato è in carcere e dovrà essere interrogato dal gip.

Il ferito invece, Keltoum Yassine, anche lui clandestino e senza fissa dimora, è ancora ricoverato ai Riuniti di Bergamo in condizioni molto gravi; è stato ferito con numerose coltellate all’addome, al collo e alle braccia. Teatro dell’aggressione è stato il piazzale antistante il complesso residenziale Barbara, vicino a piazza Affari.

Gli inquirenti restano sempre convinti che all’origine della violenta lite ci sia stato un regolamento di conti nell’ambiente dello spaccio.

(19/01/2007)

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