La nota stonata
Federico Pizzarotti

La nota stonata

Imbarazzo all’opera e fra i grillini: una gelida manina ha consegnato al sindaco di Parma, Federico Pizzarotti, un avviso di garanzia. Motivo: un’inchiesta per abuso d’ufficio riguardo a una vicenda legata al mitico Teatro Regio. La settimana scorsa a Livorno lo stesso documento è planato sulla scrivania del primo cittadino pentastellato Filippo Nogarin: indagine sulla gestione della società dei rifiuti partecipata dal Comune con ipotesi di reato come bancarotta fraudolenta, falso in bilancio e quell’abuso d’ufficio che ormai non si nega a nessuno.

I due sindaci del Movimento Cinquestelle sono al loro posto, quindi vengono trattati meglio della collega di Quarto, Rosa Capuozzo, espulsa quattro mesi fa nonostante fosse parte lesa in una vicenda con infiltrazioni camorriste negli appalti. Dobbiamo convincerci che anche i grillini pescano nel torbido? Tenderemmo a escluderlo e non certo per l’aureola di onestà a prescindere che si sono messi in testa da soli. Ma perché riconosciamo una prudenza felpata dettata dall’inesperienza nel muoversi fra le trappole della cosa pubblica. Però la macchina dei Comuni deve funzionare e siamo convinti che oggi un sindaco, anche se si facesse ibernare il giorno dopo l’elezione e si facesse scongelare il giorno prima della fine del mandato, un paio di avvisi di garanzia finirebbe per collezionarli . Colpa del magma legislativo, della sciatteria degli uffici, dell’iperproduzione di carte bollate che servono anche per spostare una sedia. Allora meglio aspettare le sentenze. Proprio per questo il leit motiv dell’incauto Di Maio, («Non sono a favore della presunzione d’innocenza per i politici e se uno è indagato deve lasciare»), oggi o vale anche per i suoi o suona come una nota molto stonata. Al Regio di Parma e altrove.


giorgio.gandola
Giorgio Gandola Direttore de L'Eco di Bergamo

© RIPRODUZIONE RISERVATA