Marino, il nuovo dg dell’Atalanta:
«Calcio con meno barriere possibili»

Ecco l’ultimo volto nuovo in casa Atalanta. Non è un giocatore, ma con questo arrivo la società di Antonio Percassi ha chiuso le fila: da un Marino all’altro, da Pierpaolo a Umberto, neodirettore generale, che è stato ufficialmente presentato alla presenza dello stesso presidente atalantino nella sala stampa di Zingonia.

Marino ha firmato un contratto che lo legherà alla società nerazzurra per due anni, con possibilità di rinnovo. «È stata una trattativa rapida, dopo un colloquio importante abbiamo capito che era l’uomo giusto per noi -ha affermato Antonio Percassi -. Ha professionalità e capacità, è quello che mancava, dopo il saluto a Pierpaolo Marino: con questo arrivo abbiamo chiuso il cerchio su tutti i ruoli in società. Adesso possiamo dire ufficialmente che all’Atalanta inizia un nuovo ciclo».

Mattinata allo stadio con il responsabile del Comunale Roberto Spagnolo e l’agronomo, presentazione alla stampa, consulenti da incontrare in giornata e summit ancora allo stadio per conoscerlo da vicino, questo il menù della giornata del neo direttore atalantino Umberto Marino. «Spero di essere all’altezza di chi mi ha preceduto: conosco i Percassi da tempo, ci siamo parlati, ci siamo piaciuti subito e abbiamo concluso in poco tempo -ha affermato il neo dg atalantino -. Zingonia è uno dei centri sportivi al top, è un patrimonio unico della società, qui è stato fatto un gran lavoro. L’Atalanta per me è un punto d’arrivo, di società con un progetto come questo in Italia se ne contano poche. Il mio obiettivo sarà quello di far lavorare con tranquillità e coordinare i vari settore della società. Bergamo è una piazza con valori, lo senti quando ci vieni a giocare, per la forza che i tifosi riescono a dare a questa squadra».

«Il calcio deve essere fruibile, ci vogliono meno barriere possibili - ha sottolineato -, ho sempre combattuto gli aspetti negativi che ci hanno fatto perdere tempo rispetto al sistema Europa, come ad esempio la tessera del tifoso. Il calcio deve essere fruibile, bisogna ritrovare la gioia di andare allo stadio anche all’ultimo momento, per cantare e fare casino con gli amici».

Secondo Marino, la strada è però ancora lunga: «La serie A è un po’ indietro rispetto agli altri campionati europei. Ci sono tanti problemi da affrontare, serve soprattutto un po’ di lungimiranza. Il problema non è solo negli stadi. Speriamo che l’Italia superi questo momento particolare e anche il calcio abbia la possibilità di un nuovo sviluppo».

S. M.

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