Scuola, Bianchi: «A settembre si torna tutti in presenza. Sono ottimista»
Il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi

Scuola, Bianchi: «A settembre si torna tutti in presenza. Sono ottimista»

Il Governo punta ad un ritorno a scuola a settembre in presenza e il ministro dell’Istruzione Bianchi si dice ottimista: «Vedo che noi tutti stiamo lavorando moltissimo». L’incontro con i presidi: nelle loro richieste green pass non solo a prof e personale, ma anche a studenti che possono farlo.

Per quanto riguarda insegnanti e personale «siamo già all’85%» di vaccinati «su base nazionale. Ci sono differenze - ha detto il ministro all’Istruzione Patrizio Bianchi nella mattinata di mercoledì 28 luglio - su base regionale ma contiamo comunque di arrivare a settembre a 85%-90% su tutto il Paese». Il governo «nelle prossime settimane vedrà se c’è un bisogno di omogeneizzazione in tutto il Paese, se servirà un altro passo. Ma la scuola è quella che ha risposto meglio».

«Se c’è una regione con solo il 70% dei docenti vaccinati - ha sottolineato il ministro - il generale Figliuolo si concentrerà su quella per portarli al livello nazionale».

Poi un dato sui giovani: «I ragazzi stanno rispondendo benissimo. Il generale Figliuolo ha detto che arriveremo a settembre ai 2/3 dei ragazzi vaccinati. Ho grande fiducia in loro» ha continuato Bianchi in un’intervista a Radio1 aggiungendo che «la scuola resta il posto più sicuro».

In attesa quindi che aumentino ancora i dati sulle somministrazioni al personale scolastico, il ministero dell’Istruzione prepara il Piano Scuola per il rientro nelle aule tra meno di due mesi. Il documento sarà presentato venerdì prossimo alle Regioni e seguirà le linee già indicate dal parere fornito dal Cts: dall’utilizzo delle mascherine - anche quelle trasparenti laddove sia necessario per favorire una più agevole comunicazione - all’importanza del distanziamento, che non sarà comunque imprescindibile. Resta alta l’attenzione anche al tema dei trasporti, affinché anche su questo le agevolazioni per gli studenti rientrino tra le priorità, perché - è stato fatto notare- sulla scuola non si possono scaricare le criticità dell’intero sistema. Sembra inevitabile però il ricorso allo scaglionamento degli orari per l’inizio delle lezioni.


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