Influenza, a letto un milione di italiani
«Casi in aumento per le festività»

Il picco però è ancora lontano secondo gli esperti. Fino a fine dicembre è possibile vaccinarsi.

La circolazione dei virus influenzali inizia a diventare sempre più frequente e i contagi in Italia si stanno avvicinando al primo milione di casi. La scorsa settimana, infatti, è già stata superata quota 887.000 contagi da inizio stagione, soprattutto tra i bambini, e si avvicina l’inizio del periodo epidemico. «Con le festività natalizie aumenteranno i contagi, ma il picco è ancora lontano», spiega all’Ansa Giovanni Rezza, direttore del Dipartimento Malattie Infettive dell’Istituto superiore di sanità (Iss).

Dai dati del bollettino Influnet, raccolti attraverso un Sistema di Sorveglianza coordinato dall’Iss e basato su una rete di medici sentinella, dal 2 all’8 dicembre i contagi sono stati 177.000, portando a così a superare i 887.000 il numero di persone a letto da metà ottobre a oggi. L’incidenza totale è stata pari a 2,8 casi per mille assistiti e ad esser colpiti sono stati soprattutto i bambini: nella fascia di età 0-4 anni, infatti, l’incidenza è pari a 6,6 casi per mille, il doppio rispetto agli adulti. In 8 regioni sono stati registrati i valori più alti della media, superando il numero di casi che fa definire l’influenza come una vera e propria epidemia (più di 3 casi ogni mille assistiti): Piemonte, Lombardia, la provincia autonoma di Trento, Friuli Venezia Giulia, Emilia-Romagna, Marche, Abruzzo e Sicilia. Tuttavia, ricorda l’Iss, l’incidenza osservata in alcune regioni è influenzata dal ristretto numero di medici e pediatri che hanno inviato, al momento, i loro dati.

«I livelli di circolazione del virus sembrano per il momento abbastanza allineati a quelli dello scorso anno, ma nel caso dell’influenza è molto difficile a inizio stagione fare previsioni, vista la grande capacità del virus di mutare. Le feste aumenteranno i contagi ma il picco è ancora lontano», precisa Rezza.

Febbre, spossatezza, mal di testa, dolori muscolari, associati a raffreddore, tosse o mal di gola: questi i tipici sintomi delle sindromi influenzali, che in genere si risolvono spontaneamente con una settimana di riposo e senza l’uso di antibiotici. In alcuni casi però possono provocare complicanze, soprattutto di tipo respiratorio, tali in alcuni casi da rendere necessario il ricovero. «Tra gli 8,5 milioni di persone colpite lo scorso anno dall’influenza - ricorda l’esperto - ci sono stati 809 casi gravi, per lo più anziani e malati cronici, ma anche 8 in donne in stato di gravidanza. Una persona su quattro, ovvero 198, non ce l’ha fatta. Mentre gli altri 600 casi hanno richiesto intubazione in terapia intensiva». È ancora possibile però vaccinarsi. Fino a fine dicembre, come si ricorda sul sito web del Ministero della Salute, la vaccinazione è offerta gratuitamente a persone di età pari o superiore a 65 anni, bambini di età superiore ai 6 mesi, ragazzi e adulti fino a 65 anni affetti da malattie che aumentano il rischio di complicanze da influenza, donne in gravidanza, malati cronici, personale sanitario, familiari di soggetti ad alto rischio di complicanze, donatori di sangue.

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