Treno per Orio, i dubbi di Palafrizzoni «Il ponte in via Lunga copre Città Alta»

Treno per Orio, i dubbi di Palafrizzoni
«Il ponte in via Lunga copre Città Alta»

Sono 60 quelle arrivate al ministero per la Via al progetto di collegamento. Il quartiere chiede l’interramento dei binari. Il Comune insiste sulla fermata in zona Fiera.

Sono 60 le osservazioni arrivate sul tavolo del ministero dell’Ambiente sulla Via (Valutazione d’imbatto ambientale) del collegamento ferroviario con l’aeroporto di Orio al Serio. La più rilevante è sicuramente quella di Palafrizzoni che solleva diverse perplessità sull’assenza di una fermata in zona Fiera e sul ponte previsto in via Lunga.

«Ci si interroga sull’effettiva possibilità di interiorizzare la soluzione presentata: nella percezione del paesaggio di Bergamo, altamente evocativo in primis per la sua caratteristica di “paesaggio diffuso”, imperniato sulla fruizione delle emergenze storiche e naturalistiche di Città Alta e del sistema collinare che si apprezza pressoché da tutti gli ambiti della piana bergamasca, a fronte di una tratta ferroviaria prevista in larghi tratti in elevazione, poggiante su un basamento/terrapieno di notevole altezza: tipico elemento di “barriera” che impedisce visuali oggi invece aperte e libere fruibili dai principali luoghi pubblici» si legge nell’osservazione, vergata quasi in punta di penna.

Tradotto, un ponte rischia di «impallare» la vista di Città Alta e dei Colli: un manufatto «alto oltre 7 metri» precisa un’altra osservazione dai toni molto ricercati, quella di Italia Nostra, «a guisa di muro invalicabile che inevitabilmente e definitivamente mutilerà le visuali oggi esistenti».

«Meglio passare a raso»

Il Comune quindi chiede «di prendere in esame una diversa soluzione altimetrica del percorso che preveda lo sviluppo “a raso” nella tratta tra il punto di svio dall’attuale linea Bergamo-Brescia (lungo via Rovelli - ndr) e l’interramento in sottopasso dell’Asse interurbano». Le osservazioni del Comitato di Boccaleone e di diversi residenti della zona vanno oltre e chiedono l’interramento dei binari, così da evitare un’ulteriore cesura in un quartiere già attraversato da quelli della Bergamo-Brescia. Chiaro però che in questo modo i costi (ora attestati a quota 170 milioni) rischiano di esplodere

Dal canto suo, la richiesta di un tracciato a raso avanzata da Palafrizzoni porta come conseguenza un diverso assetto dell’attuale viabilità di via Lunga che verrebbe di fatto «tagliata» dalla ferrovia. Una soluzione intermedia potrebbe essere quella di far passare i binari per Orio sotto via Lunga. Si vedrà nelle repliche alle singole osservazioni, attese da qui ai prossimi due mesi.

Il privato e i comitati

Palafrizzoni insiste comunque sulla realizzazione di una fermata a servizio della Fiera, e non è la sola. La richiesta è nota e dibattuta e Rfi sarebbe pronta a prenderla in considerazione ma non sul nuovo ramo che conduce all’aeroporto, bensì sull’esistente Bergamo-Brescia destinata al raddoppio fino a Montello. Quando si troveranno i soldi. Una nuova fermata a servizio del polo fieristico e dell’ospedale Bolognini di Seriate.

Il Comune insiste invece per una fermata sul nuovo tratto (e un servizio di carattere metropolitano), richiesta presente anche nelle osservazioni di diversi Comitati da sempre in prima linea contro lo sviluppo indiscriminato dello scalo che - in quest’ottica- sollevano anche diversi dubbi sul rapporto costi-benefici del treno.

Anche Smp Parcofiera, proprietaria di un’area adiacente a via Lunga, chiede «che la procedura di Via in corso consideri la necessità d’integrare il progetto con la realizzazione di una fermata all’interno del comparto di proprietà della società». Che vorrebbe realizzare un complesso multifunzionale da 5 piani (2 interrati) e un parcheggio da 3-4.000 posti a servizio dell’interscambio per la città e l’aeroporto stesso.

Tra le osservazioni anche quelle dell’ex assessore di Via Tasso Felice Sonzogni che rileva (tra le diverse cose) l’assenza dell’ipotesi di prosecuzione della ferrovia verso Romano e l’Alta velocità ipotizzata una decina d’anni fa nella pianificazione di scala provinciale. Infine, ma non ultimo, il Comune di Orio al Serio: favorevole al tracciato dei binari ma con la richiesta di valutare «un nuovo sottopasso-sovrappasso per Oriocenter o l’ampliamento-miglioramento del passaggio esistente».


d.nikpalj
Dino Nikpalj

Curioso di tutto ed esperto di niente. Classe 1968 (ohibò…), maturità tecnica e studi in Giurisprudenza, lavora a L’Eco di Bergamo dal novembre 1997. Vicecaporedattore dal 2014, è stato inviato e per tre anni ha guidato la redazione web. Scrive di cronaca, politica, trasporti e Atalanta, della quale è tifosissimo. Ha da sempre una passionaccia per il calcio inglese in tutte le sue forme e categorie, una spiccata simpatia per il Manchester City e una fornitissima biblioteca, anche di storie di calcio. Che prova a raccontare su Corner.

© RIPRODUZIONE RISERVATA