Fusini: «Ai commercianti dico: Amazon si può battere a patto di essere più bravi di lui»

L’Eco di Bergamo Incontra. Il direttore dell’Ascom Bergamo, Oscar Fusini: «Fiero di rappresentare i commercianti: dopo la pandemia ho visto storie di successo nate trovando la carica da momenti di grande sofferenza».

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Essere il direttore di Ascom Bergamo? «Un gran grattacapo, o per essere più politically correct una grande responsabilità». Una dote di Oscar Fusini è avere una grande capacità di lettura e sintesi del mondo del commercio e delle sue trasformazioni. Sarà perché ormai da diversi anni è alla guida di dieci sedi territoriali (e la centrale) dell’associazione del settore commercio più rappresentativa della Bergamasca, con 120 dipendenti e dieci milioni di fatturato nel settore servizi.

«I problemi sono tanti per i commercianti: la crisi, la pandemia e ora anche la guerra li hanno inaspriti ma i commercianti bergamaschi non si arrendono mai e noi siamo al loro fianco. Dico sempre che Amazon si può battere a patto di essere più bravi di lui. Come? Bisogna aumentare l’imprenditorialità nel terziario, far diventare i commercianti più manageriali, tutelarli sempre dagli innumerevoli adempimenti e dalla fiscalità che li opprime».

«Sogno un commercio in mano alle famiglie bergamasche ma che sappia adeguarsi alla concorrenza con nuove proposte e sempre maggior attenzione al cliente» conclude Fusini. È convinto che il commercio bergamasco abbia tutte le carte in regola per farcela: «L’ho capito con la pandemia: oggi vedo molte storie di aziende che si sono rinnovate e hanno trovato nuovo slancio da una grande perdita e sofferenza. Penso a una famiglia di sole donne che ha perso il capofamiglia e ha trovato la forza di provarsi in un nuovo progetto, o a una ragazza che ha affiancato la mamma dopo la morte del padre e ha dato vita a un’impresa forte e competitiva».

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