Covid-19, gli infarti «nascosti» Casi gravi e aumento dei ricoveri in ritardo

Covid-19, gli infarti «nascosti»
Casi gravi e aumento dei ricoveri in ritardo

La corsa ad ostacoli dei pazienti bergamaschi raccontata dal dottor Giulio Guagliumi su «Circulation».

Morti a causa del coronavirus senza il Covid-19. All’apparenza un paradosso, eppure quella che era una semplice sensazione dei medici nel pieno dell’emergenza è stata confermata dai dati più recenti: la saturazione del sistema sanitario ha avuto un forte impatto sul trattamento di alcune patologie urgenti. Una su tutte, la sindrome coronarica acuta, soprattutto la sua forma più grave, l’infarto del miocardio causato da un’occlusione acuta e totale delle coronarie. Il coronavirus è stato la causa principale di morte negli ultimi due mesi, come dimostrano anche i report recenti dell’istituto superiore di sanità, ma l’incidenza di morte per altre patologie non può essere trascurata.

Le cause del ridotto o mancato arrivo in ospedale dei pazienti con infarto miocardico acuto durante l’emergenza Covid sono state descritte ed analizzate in un articolo pubblicato su «Circulation» , la rivista di cardiologia più autorevole a livello mondiale. Tra gli autori il dottor Giulio Guagliumi, direttore della Cardiologia Interventistica dell’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, esperto riconosciuto a livello internazionale per il trattamento dell’infarto miocardico acuto.

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Isaia Invernizzi Giornalista de L'Eco di Bergamo

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