Teha, biometano può coprire 25% consumi industrie hard to abate

(ANSA) - ROMA, 21 APR - Il biometano può coprire il 20-25% dei consumi di gas delle industrie hard-to-abate in Italia. Ma servono 16,5 miliardi di nuovi investimenti da qui al 2030. Lo rivela una ricerca di Teha Group.

Il Piano Nazionale Integrato Energia e Clima (Pniec) prevede al 2030 5,7 miliardi di metri cubi di produzione annua di biometano. Ma con il perimetro attuale degli interventi, l'Italia si fermerebbe a circa 2,6 miliardi, lasciando un gap superiore a 3 miliardi di metri cubi, da colmare nei prossimi anni.

Secondo l'analisi presentata da Teha Group, per chiudere questo divario sarà necessaria una nuova fase di sviluppo, fondata sia sulla riconversione degli impianti esistenti, sia sulla realizzazione di nuovi impianti. Servono 16,5 miliardi di nuovi investimenti, che porterebbero gli investimenti cumulati del settore a 24,4 miliardi di euro al 2030. Questi dovrebbero essere accompagnati da regole stabili, aste più prevedibili e un quadro capace di attivare sinergie con sviluppo del Sud, digitalizzazione e automazione.

Secondo le stime, se tra agosto 2021 e febbraio 2023, nella fase più acuta della crisi energetica legata al conflitto russo-ucraino, fossero già stati disponibili i 5,7 miliardi di metri cubi all'anno previsti dal Pniec, a un prezzo stabilizzato di 50 euro al Megawattora, le imprese italiane avrebbero risparmiato circa 5,5 miliardi di euro, rendendo superflua l'adozione di ulteriori misure emergenziali di tutela.

Secondo le elaborazioni presentate, con un prezzo Ets (la tassa europea sulle emissioni) di circa 75 euro per tonnellata di Co2, il raggiungimento di 5,7 miliardi di metri cubi di biometano potrebbe valere un risparmio potenziale di circa 840 milioni di euro per le imprese hard-to-abate. (ANSA).

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