Papa Giovanni, Lorini: «Ricoveri gestibili. Ma si deve vaccinare chi è ai margini»

Lorini, Area critica del «Papa Giovanni»: «Su 25 ricoverati in questi mesi 23 non erano protetti. Molti non italiani: questa popolazione ora va raggiunta.

Non ho la sfera di cristallo, ma se guardiamo ai numeri con attenzione, abbiamo una situazione decisamente sotto controllo. La crescita dei contagi ci sarà ma credo di poter immaginare un autunno non complicato. Ora in tutta la Lombardia i malati Covid in Terapia intensiva sono 54, se anche in autunno arriveremo a 150 sarà una situazione gestibile. Non dimentichiamolo, sarebbero 150 persone in Terapia intensiva su 10 milioni di lombardi, quando siamo arrivati a gestire 1.440 malati Covid in Terapia intensiva in tutta la regione. I numeri attuali sono tutt’altra cosa». Perché nel frattempo, sottolinea Luca Lorini, direttore del Dipartimento di Emergenza-Urgenza e Area critica dell’Asst Papa Giovanni XXIII di Bergamo, a fare muro contro la diffusione dei contagi sono arrivati i vaccini. E aumenta sempre più la popolazione protetta.

Quanto tempo per dirsi al sicuro?

«Dovremo imparare a convivere con il virus ancora per diversi mesi, almeno fino all’avanzata primavera del 2022. I cicli pandemici di solito hanno un tempo di due anni o poco più, quanto abbiamo vissuto e stiamo vivendo in questa occasione ce lo conferma. Lo ripeto, probabilmente avremo nelle prossime settimane una risalita dei contagi, e quindi anche dei ricoveri, ma la situazione è al momento gestibile. A Bergamo i posti letto di Terapia intensiva dedicati ai malati Covid sono 8 e resteranno 8, non sono in vista allargamenti. Una situazione così ci consente di assistere nel modo migliore anche i pazienti con altre patologie: è il nostro obiettivo attuale».

Cioè arrivare al 105% di volumi di attività ambulatoriale e di interventi chirurgici, superando quanto realizzato nel 2019. Ma se la curva dei ricoveri s’impenna?

«Abbiamo già pianificato un’accelerata per interventi e prestazioni specialistiche: da ottobre viaggeremo a tutta velocità. Certo, se la situazione precipita, non si potrò fare altro che rallentare il piano. Ma per ora ci si può dedicare ai malati Covid e anche a tutti gli altri».

La campagna vaccinale, in Lombardia, viaggia a rimi serrati. Ma i contagi non si fermano: è l’effetto Delta?

«Ci sono più fattori: il nocciolo duro dei non vaccinati, la variante Delta ormai prevalente, una piccolissima fetta di popolazione che non ha risposto al vaccino, e anche la tendenza ad allentare l’uso di dispositivi di protezione.

È sbagliato evitare le mascherine in luoghi dove tutti hanno il green pass?

«Le mascherine per ora devono restare per tutti, anche per i vaccinati».

Qual è la percentuale dei non vaccinati in Terapia intensiva?

«Non ci sono dubbi che il vaccino funzioni: a Bergamo in questi ultimi mesi abbiamo ricoverato,complessivamente, 25 pazienti in Area critica: 23 non erano vaccinati. Età media 30-50 anni. Vorrei ci si focalizzasse su un altro dato: moltissimi sono non italiani. In un impegno globale per bloccare la circolazione del virus è necessario concentrarsi su quelle fasce di popolazione più deboli, ai margini, stranieri che hanno paura di andare a vaccinarsi perché non vogliono incappare in controlli. O gente che non sa neppure come prenotarsi. Queste persone vanno protette, e se per ragioni ideologiche si rifiuta l’idea, la si inquadri invece in una logica di protezione per tutto il resto della popolazione. Se non vogliamo farlo per loro, facciamolo per noi: il virus rallenta, e si evitano rischi di altre varianti pericolose, se si protegge il maggior numero di persone possibile. Non solo noi, i nostri familiari, i colleghi di lavoro, gli amici, ma anche chi vive accanto a noi e facciamo finta che non ci sia. E questo va fatto subito:gli effetti delle vaccinazioni nell’andamento pandemico si vedono dopo settimane, la situazione in cui siamo adesso è il risultato di tutto quello che si è fatto, o non si è fatto, almeno un mese fa».

Cosa ci si aspetta con la riapertura delle scuole e il maggior utilizzo dei mezzi di trasporto?

«È probabile una risalita dei contagi, per l’autunno, ma, ripeto, credo che la situazione sarà comunque gestibile, se si continua a vaccinare il più possibile. Presto si partirà con la terza dose ed è davvero un bene: si cominci dai fragili, personale ospedaliero, grandi anziani. Sarà un ulteriore freno alla corsa del virus».

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