Amori senza tempo nel brioso hotel «Al Cavallino Bianco»

OPERETTA. Domenica 26 aprile l’ultimo titolo della stagione al Teatro Donizetti con la Compagnia d’Operette Elena D’Angelo.

La Stagione di Operette 2026 della Fondazione Teatro Donizetti è alla conclusione: domenica 26 aprile alle ore 15.30 è infatti in programma il terzo e ultimo dei titoli in cartellone, «Al Cavallino Bianco», tra le operette più famose in assoluto.

A portarla in scena sarà la Compagnia d’Operette Elena D’Angelo, con regia e coreografie di Serge Manguette. Gli interpreti sono Elena D’Angelo (nel ruolo di Gioseffa Vogelhuber), Matteo Mazzoli (Leopoldo Brandmayer), Paolo Cauteruccio (Avvocato Bellati), Merita Dileo (Ottilia), Stefano Menegale (Rudy), Gianni Versino (Zanetto Pesamenole), Serge Manguette (Sigismondo Cogoli), Gaia Bellunato (Claretta Hinzelmann), Carlo Randazzo (Professor Hinzelmann), Paola Scapolan (Guida), Fabio Vivarelli (Arciduca). Il direttore d’orchestra è Marcella Tessarin.

Operetta in tre atti scritta nel 1896 da Ralph Benatzky e Robert Stolz, su libretto di Hans Muller, Erik Charell e Robert Gilbert, «Al Cavallino Bianco» è ambientata nell’ameno paesino di San Wolfango, nel Salzkammergut, dove la bella ostessa proprietaria dell’omonimo albergo raccoglie, come ogni estate, i suoi ospiti. Equivoci, scompigli lavorativi e amorosi caratterizzeranno la stagione estiva dell’hotel finché l’arrivo dell’Arciduca, durante la stagione della caccia, farà tornare la calma e la serenità.

La prima rappresentazione ebbe luogo a Berlino l’8 novembre 1930. Un anno dopo, al Teatro Lirico di Milano, si alzava il sipario, per la prima volta in Italia, su quello che venne definito lo «spettacolo dell’anno». Lo sfarzoso allestimento proposto dai fratelli Schwartz, le musiche piene di garbo, brio e gradevolezza, l’innegabile solarità dell’ambientazione montana decretarono il successo dello spettacolo. L’edizione della Compagnia d’Operette Elena D’Angelo tiene conto sia delle caratteristiche dell’operetta che delle versioni televisive, strizzando l’occhio alla commedia musicale e al musical, ottenendo così uno spettacolo corale pieno di colore, vivacità e leggerezza.

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