La bellezza avanza sulle Vie del Sacro: tutti gli eventi del weekend del Primo Maggio
LE PROPOSTE. Nel lungo weekend del Primo Maggio tanti itinerari tra città e provincia con la Fondazione Bernareggi: chiese, musei e monasteri tappe di un viaggio tra storia e spiritualità. Don Davide Rota Conti: la Chiesa si fa compagna di strada.
Tra le pietre di Città Alta e i paesaggi aperti del territorio prendono forma itinerari che sono insieme viaggio fisico e attraversamento interiore. «Le Vie del Sacro», il progetto di Fondazione Bernareggi per la formazione di giovani mediatori culturali, non si limita a proporre visite guidate: costruisce un racconto diffuso, che si dispiega in una costellazione di luoghi — chiese, monasteri, palazzi storici, musei — trasformando il patrimonio artistico ecclesiastico in un racconto aperto a molteplici sguardi.
«In questi giorni l’offerta si fa particolarmente ampia e diffusa - annuncia Don Davide Rota Conti, direttore del Museo Bernareggi e dell’Ufficio Beni Culturali della Diocesi - abbracciando tanto la città quanto la provincia, e proponendo un mosaico di esperienze che spaziano dalla dimensione più contemplativa alla scoperta artistica»
L’iniziativa entra nuovamente nel vivo in occasione del weekend del primo maggio: «In questi giorni l’offerta si fa particolarmente ampia e diffusa - annuncia Don Davide Rota Conti, direttore del Museo Bernareggi e dell’Ufficio Beni Culturali della Diocesi - abbracciando tanto la città quanto la provincia, e proponendo un mosaico di esperienze che spaziano dalla dimensione più contemplativa alla scoperta artistica. In questo fine settimana saranno in molti a mettersi in cammino lungo le Vie del Sacro. Un cammino che è insieme esperienza di territorio e percorso interiore, occasione per riscoprire il valore della lentezza, dell’ascolto e della condivisione. È una forma di bellezza vissuta insieme, accessibile, che nasce dall’incontro tra arte, fede e comunità. In questo senso, Le Vie del Sacro continuano a raccontare una Chiesa che si fa compagna di strada: una presenza discreta ma significativa, capace di accompagnare le persone nei loro percorsi, offrendo spazi di incontro, di riflessione e di apertura».
Le iniziative
Si comincia venerdì 1 maggio, alle 10, con un’immersione nel «Medioevo bergamasco», tra affreschi nascosti e simboli che attraversano i secoli. Nella chiesa di San Michele al Pozzo Bianco emergono immagini antichissime, risalenti al X secolo, al museo dell’Antica cattedrale ad attendere i visitatori sono le icone sacre mentre l’Aula Picta del Bernareggi restituisce frammenti di un immaginario visivo affascinante. A pochi passi, alle 12, «Sorgente d’acqua viva» è l’occasione per visitare il Battistero della Cattedrale, che si offre come luogo simbolico per eccellenza: spazio di origine e rinascita, dove storia e arte si intrecciano in modo indissolubile.
Sul territorio
Sabato 2 maggio, alle 14, il percorso si apre al dialogo tra epoche. A Trescore, in collaborazione con il Comune, il genio di Lorenzo Lotto prima si dispiega alle pareti dell’Oratorio Suardi e poi incontra, nella chiesa parrocchiale di S. Pietro Apostolo, lo sguardo contemporaneo di Gianriccardo Piccoli, nella mostra «Il giubileo di Lorenzo Lotto». La presenza dell’arte contemporanea suggerisce nuove chiavi di lettura, dimostrando come il patrimonio non sia mai statico, ma continuamente reinterpretato.
Sempre sabato, alle 15, l’Abbazia di San Paolo d’Argon invita a un’esperienza diversa. Qui il tempo sembra rallentare: l’abbazia e la sua chiesa, due capolavori tra Rinascimento e Barocco, dialogano con la dimensione monastica, in una restituzione dell’arte che non è solo da osservare, ma anche da abitare.
Alla scoperta di Salmeggia
Domenica 3, dalle 15 alle 17, il filo del racconto segue la figura di Enea Salmeggia, protagonista di un itinerario - realizzato con il contributo e la collaborazione del Comune di Nembro in occasione dei 400 anni della morte dell’artista - che attraversa alcune delle chiese più suggestive di Città Alta, da Santa Grata in Columnellis a Sant’Agata nel Carmine fino alla chiesa di San Pancrazio. Salmeggia non fu soltanto un interprete della devozione del suo tempo: contribuì a costruire un vero e proprio immaginario collettivo bergamasco, traducendo la fede in immagini profondamente radicate nella sensibilità locale. Le sue opere, disseminate nelle chiese, hanno accompagnato per secoli lo sguardo dei fedeli, diventando parte integrante della memoria visiva della comunità.
E proprio all’interno di questo percorso emerge una figura tanto rara quanto preziosa: quella di Chiara Salmeggia, la figlia dell’artista, una delle poche voci femminili capaci di emergere, seppur con difficoltà, nel panorama pittorico dell’epoca. Formata nella bottega paterna — come accadeva per molte donne artiste, spesso relegate a un ruolo invisibile — arrivò tuttavia a firmare alcune opere in autonomia, lasciando un segno che oggi appare ancora più significativo. La sua presenza introduce nel racconto una prospettiva diversa, che parla di trasmissione, ma anche di conquista silenziosa di uno spazio espressivo.
A chiudere il fine settimana, domenica è «porte aperte» per l’Aula Picta dalle 10 alle 18, uno spazio che, oggetto di un restauro di cui è sponsor unico Fondazione Banca Popolare di Bergamo, restituisce simbolicamente alla comunità il cuore pulsante del Museo Bernareggi e della storia di Piazza Duomo. Gli itinerari de Le Vie del Sacro richiedono la prenotazione su Evenbrite.
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