(Foto di Ansa)
MONDO. Un antico detto baltico consiglia di «non prestare attenzione a quello che dicono i russi, ma piuttosto osservare quello che fanno».
Lettura 2 min.Quali sono le vere intenzioni di Vladimir Putin? Vuole davvero la pace, come scrivono alcuni mass media con titoloni a cinque colonne, oppure tergiversa per rilanciare poi la sfida con l’Occidente? Dopo il 2013 il leader russo ha preparato la «stretta» interna con normative che, all’apparenza, non avevano senso e ha accumulato enormi riserve valutarie. Sappiamo cosa è successo nel marzo 2014 - l’annessione della Crimea e l’inizio della tragedia russo-ucraina. Nel 2021, per settimane, Mosca ha affermato che le sue truppe ammassate alla frontiera con Kiev erano lì per delle esercitazioni. Il 24 febbraio 2022 è iniziata l’«Operazione militare speciale» in Ucraina.
Nell’ultimo anno Putin ha fatto approvare leggi che danno ampi poteri ai militari e che permettono, di fatto, la mobilitazione parziale o generale in qualsiasi momento. Vedremo cosa accadrà stavolta.
Nel frattempo, però, sta suonando l’allarme nelle cancellerie europee e asiatiche. Lunedì è stato inaugurat o il ponte Novichenko, dedicato all’ufficiale sovietico che nel 1946 salvò la vita a Kim Il Sung, il fondatore della Corea del Nord. A tempo di record e a costi folli è stato costruito il primo ponte automobilistico tra l’Estremo oriente della Russia e appunto la Corea del Nord. Ha ben nove corsie. In precedenza i due Paesi erano collegati dal 1959 soltanto dal ponte ferroviario dell’«Amicizia».
Ufficialmente la nuova infrastruttura serve per dare impulso all’economia e al turismo. Roba da non crederci! L’interscambio commerciale nel 2024 era di 34 milioni di dollari! L’anno scorso solo 10mila turisti russi hanno fatto visita ai vicini, usando soprattutto aerei perennemente vuoti. Ma a cosa servono nove corsie se quel ponte si trova a quattro ore di strada da Vladivostok e a 125 da Mosca ?
Comprendere cosa sta succedendo in Corea del Nord è oggi fondamentale. Casualmente abbiamo scoperto di avere una conoscente che è stata a Pyongyang in primavera, quindici anni dopo la sua prima visita. In breve, dal suo racconto si comprende che l’odierna Corea del Nord comunista è in pieno boom. La decina di miliardi di dollari, pagati da Putin per le forniture di materiale bellico, ha fatto da volano all’economia.
Nella capitale si costruiscono grattacieli da tutte le parti; la popolazione usa tecnologia cinese – cellulari, automobili, lavatrici. Si vedono le prime forme di «cooperative» non statali, come nell’Urss di Gorbaciov nel 1988. Chiaramente sono vietati i contatti tra i nordcoreani e gli stranieri.
Come si ricorderà, nel giugno 2024 Putin e Kim Jong-Un hanno firmato un trattato di partnership strategica e di reciproca difesa. Secondo quanto riportato dai mass media, fin dal 2022 le intelligence occidentali hanno registrato da parte di Pyongyang la consegna ai russi di almeno 12 milioni di munizioni per l’artiglieria pesante da 152 millimetri e missili, usati contro l’Ucraina.
Oltre 10mila militari nordcoreani hanno combattuto per «liberare» la regione russa di Kursk, più di 2.200 sono morti laggiù. Adesso circolano voci sulla preparazione di un corpo di intervento tra 30 e 50mila militari che Pyongyang invierà in caso di richiesta di Mosca.
Nell’ultimo periodo Kim Jong-Un ha assistito ad esercitazioni con il lancio di missili ipersonici per la rabbia dei giapponesi. Ma da dove questi vettori sono saltati fuori? La paura degli esperti è che la Russia gli venda ora «tecnologia nucleare». In conclusione, occhio alla variabile nordcoreana!
© RIPRODUZIONE RISERVATA