La tossina botulinica alleata contro i disturbi neurologici

CLINICA QUARENGHI. Nell’istituto di San Pellegrino attivato un ambulatorio per la cura di spasticità, distonie, emicrania, iperidrosi ascellare, scialorrea

Non è solo un intervento sul sintomo, ma un trattamento inserito in un programma clinico strutturato, finalizzato a offrire un piano di cura efficace e continuativo. All’Istituto Clinico Quarenghi, nel nuovo ambulatorio dedicato, la somministrazione della tossina botulinica (farmaco che agisce sul muscolo riducendo temporaneamente la contrazione, ma anche sulle

ghiandole del sudore o della saliva così come sul dolore) si inserisce in un modello integrato che mette in relazione competenze specialistiche, tecnologie e percorsi riabilitativi. «Il valore aggiunto dell’attivazione del nuovo Ambulatorio Tossina botulinica non sta tanto nella disponibilità del trattamento, ma nella possibilità di accedere a un percorso realmente integrato. Significa offrire al paziente un unico punto di riferimento per la diagnosi e la cura, con un’équipe che condivide le informazioni e costruisce in modo coordinato il progetto terapeutico, evitando frammentazioni e discontinuità», spiega Giorgio Maggioni, responsabile dell’Unità Operativa di Riabilitazione Specialistica 1. L’introduzione di questo trattamento, oggi riferimento per diverse patologie neurologiche e funzionali, dalle cefalee croniche alle spasticità, dall’emicrania, alla scialorrea, si colloca all’interno di un più ampio sviluppo dell’area neurologica ambulatoriale.

Dottor Maggioni, quali sono le patologie per cui la tossina botulinica è indicata?

«L’ambulatorio affronta in modo completo le principali condizioni trattabili con tossina botulinica: dalla spasticità, cioè l’aumento involontario del tono muscolare che può interessare uno o più distretti degli arti superiori e inferiori e avere diverse cause, alle distonie focali o multifocali, contrazioni muscolari involontarie che coinvolgono uno o più distretti corporei. Il trattamento è indicato anche nell’emicrania cronica, nell’iperidrosi ascellare primaria grave e persistente, una sudorazione eccessiva che interferisce con la vita quotidiana, e nella scialorrea cronica di origine neurologica, caratterizzata da un’eccessiva produzione di saliva».

Come agisce la tossina botulinica e perché è considerata un farmaco di riferimento?

«Agisce bloccando temporaneamente il rilascio dell’acetilcolina, il neurotrasmettitore che consente al nervo di attivare il muscolo. In questo modo riduce la contrazione muscolare eccessiva o involontaria, con un effetto mirato e reversibile nel tempo. Grazie a questa azione, consente di intervenire in modo selettivo su specifiche funzioni alterate».

Qual è l’approccio che caratterizza questo ambulatorio?

«La nostra visione si fonda su una forte integrazione tra professionisti e ambulatori, con l’obiettivo di garantire una presa in carico globale, capace di ottimizzare tempi e risultati. A partire dalla competenza clinica del team medico, offriamo piani di diagnosi e cura in cui l’équipe condivide le informazioni e costruisce il progetto terapeutico. In questo modo assicuriamo continuità e coerenza lungo tutto l’iter».

Può farci un esempio concreto?

«Nel caso di un paziente con emicrania cronica, la sinergia si innesta tra Ambulatorio Cefalee, Ambulatorio Tossina Botulinica e Diagnostica per immagini. Si parte dalla valutazione specialistica e, quando indicato, si può integrare il trattamento con tossina botulinica. Invece nel caso di patologie muscolari o ghiandolari è possibile avvalersi anche del supporto dell’ecografia per guidare con precisione le infiltrazioni. Il percorso non si esaurisce nella terapia farmacologica o nel trattamento, ma può includere anche interventi riabilitativi, attivati quando necessario per consolidare i risultati».

Una volta avviato il trattamento, come viene seguito il paziente?

«Prevediamo un monitoraggio nel tempo, attraverso strumenti specifici che aiutano a valutare l’andamento dei sintomi e l’efficacia delle terapie. In alcuni casi è possibile integrare anche il supporto psicologico, particolarmente utile nella gestione di condizioni croniche come la cefalea. Questo approccio si inserisce nella consolidata esperienza della clinica in ambito riabilitativo e riflette una visione che da sempre contraddistingue l’Istituto, basata su un modello multidisciplinare che pone al centro la persona e le sue esigenze individuali».

A proposito di cefalea, quali sviluppi sono stati introdotti?

«L’Ambulatorio Cefalea è stato rafforzato sia dal punto di vista organizzativo sia terapeutico. L’incremento degli slot disponibili e la presenza di più specialisti consentono una maggiore accessibilità e una gestione più continuativa del paziente. Il riferimento alle linee guida aggiornate permette un inquadramento diagnostico preciso, mentre le opzioni terapeutiche si ampliano, includendo - come già citato - anche la tossina botulinica nei casi di emicrania cronica».

Quelle citate non solo le uniche novità nell’offerta ambulatoriale della clinica, sempre un campo Neurologico.

«Sì, l’Istituto Clinico Quarenghi ha ulteriormente potenziato l’ambulatorio dedicato alla malattia di Parkinson e ai disturbi del movimento, con un’impostazione che integra intervento clinico e riabilitativo. Il programma si articola tra attività ambulatoriali e percorsi in regime di Macroattività Ambulatoriale ad Alta Complessità, una modalità di erogazione che prevede un elevato livello assistenziale e un piano terapeutico strutturato. Il paziente può così accedere, all’interno dell’istituto, a tecnologie robotiche, programmi avanzati di riabilitazione neuromotoria, trattamenti in acqua e a un’équipe medica e fisioterapica specializzata».

Qual è l’obiettivo di questo modello?

«L’obiettivo è una presa in carico che tenga conto della complessità della patologia, andando oltre il controllo dei sintomi per considerare l’impatto sulla vita quotidiana. In questa direzione si inserisce anche la partecipazione dell’Istituto al tavolo provinciale Parkinson promosso da Ats Bergamo, che rafforza il collegamento con la rete territoriale».

© RIPRODUZIONE RISERVATA