Si cerca uno standard per misurare il tempo sulla Luna

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Si sono dati appuntamento a Versailles per stabilire un criterio comune per misurare il tempo sulla Luna : gli esperti di scienza della misura sono riuniti dal 12 al 15 ottobre nella Conferenza internazionale su pesi e misure , per decidere come misurare il tempo sulla Luna in vista delle future attività previste sul suolo lunare , dalla vita degli astronauti nelle basi fino alle comunicazioni . Altri temi di primo piano sono la ridefinizione del secondo alla luce della tecnologia sempre più precisa degli orologi atomici e il possibile addio al secondo intercalare , ossia la convenzione introdotta da tempo per allineare il ticchettio degli orologi atomici al rallentamento periodico della rotazione terrestre.

La prima scommessa è trovare un criterio condiviso per sapere che ore sono sulla Luna , alla luce degli interessi crescenti da parte di molti Paesi membri della Convenzione del metro, osserva il direttore scientifico dell'Istituto Nazionale di Ricerca Metrologica (Inrim), Davide Calonico. E' tra gli esperti che a Versailles si stanno confrontando per valutare le scelte possibili. " Nei prossimi giorni voteremo : sarà un passo in avanti, e nei prossimi anni si definirà lo scenario e riferimento da utilizzare".

Stabilire in modo univoco che ore sono sulla Luna è un' esigenza espressa da almeno otto agenzie spaziali : dalla Nasa e l'Agenzia Spaziale Europea alla giapponese Jaxa e alla cinese Cnsa, così come dell'Agenzia Spaziale Italiana. E' un'esigenza che la Nasa ha espresso dal 2024 , quando si pensava di poter avere entro la fine del 2026 il Coordinated Lunar Time (Ltc) , basato sul Coordinated Universal Time (Utc) della Terra e adattato alle operazioni sulla Luna .
Utilizzare l'Utc sulla Luna non è possibile perché è una misura del tempo legata ai sistemi terrestri e, per la teoria della relatività , un osservatore sulla Luna vedrebbe un orologio terrestre perdere in media 58,7 microsecondi . Sarebbero quindi necessari quasi 50 anni per accumulare uno scarto di un secondo : una differenza minima, ma significativa per tutte le operazioni che richiedono una grandissima precisione, come la navigazione satellitare e le comunicazioni .

Un altro obiettivo , prosegue Calonico, è "riaffermare che stiamo facendo un percorso verso la ridefinizione del secondo sulla base di un nuovo standard e la grande ambizione è ridefinire il secondo per il 2030 ". L'esigenza nasce dai progressi fatti nella tecnologia degli orologi atomici , che oggi garantiscono un' accuratezza 100 volte superiore , pari a un miliardesimo di miliardesimo di secondo. "E' una discussione sia tecnico scientifica sia politica, poiché richiede una sintesi delle posizioni di oltre 90 Paesi", ha detto Calonico. "L'Italia è al lavoro su 14 criteri", ha aggiunto. "L'obiettivo comune è raggiungere l'accordo su una scelta sostenibile nel tempo" e che offra il "vantaggio di avere una misura più precisa del tempo, con ricadute importanti sulla società e la scienza, dalle telecomunicazioni e le tecnologie quantistiche, passando per l'ambiente spaziale del futuro.

Da Versailles, infine, è attesa la decisione destinata a eliminare il secondo in più che, su richiesta degli astronomi, ogni tre anni viene introdotto per bilanciare il ritardo nella rotazione dell'asse terrestre

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