Dopo il weekend dal tempo instabile, le temperature continueranno a scendere

LE PREVISIONI. La neve è tornata sulle nostre montagne. Ancora fresco ad inizio settimana, nella seconda parte è atteso un graduale miglioramento.

Temperature in calo, rovesci diffusi, grandinate e neve sopra i 2.500 metri. La primavera lascia spazio a una fase più instabile: il cambio di scenario si è fatto sentire fin dalla prima mattinata di domenica, con il passaggio di due sistemi temporaleschi. Il primo, più organizzato, ha interessato anche le zone di pianura, mentre nel pomeriggio i fenomeni si sono concentrati soprattutto sulle Orobie, ma sempre con accumuli contenuti e compresi tra i 5 mm della Bassa e i 10 di Isola e Hinterland, fino ai 30-40 sulle Orobie.

Segnalate anche grandinate, in particolare in città e Val San Martino. «Almeno fino a mercoledì – spiega Daniele Berlusconi, meteorologo di “3B Meteo”– avremo un continuo afflusso di aria più fresca a intermittenza, accompagnata da rientri di aria umida da est in Valle Padana. Questo favorirà rovesci e temporali sparsi, anche se via via meno intensi».

«Nella seconda parte della settimana è atteso un graduale miglioramento con temperature in risalita»

Ancora calo delle temperature

Il motivo è il progressivo calo delle temperature, atteso tra martedì e mercoledì, anche di 3-4 gradi, che andrà ad aggiungersi a quello di domenica 19 aprile, dove i 24,2 gradi alla frazione Geromina di Treviglio sono la massima più alta registrata in giornata dalle stazioni on line del Centro meteo lombardo, ma, in generale, si sono toccati tra i 22 e 23 gradi nelle zone di pianura, per scendere gradualmente salendo di quota. Nei giorni scorsi, invece, si erano raggiunti i 26 gradi in pianura, ben sopra la media del periodo che è di 19-20. «Nei prossimi giorni la quota neve sarà in lieve calo, mentre nella seconda parte della settimana è atteso un graduale miglioramento con temperature in risalita».

E in pochi, nella parte alta delle nostre valli, si sarebbero immaginati un risveglio domenicale con il ritorno della neve, soprattutto per le temperature registrate nei giorni scorsi. Domenica mattina invece gli abitanti dei paesi di fondovalle, a cui fanno da cornice le montagne orobiche più elevate, hanno potuto verificare come, durante la notte, la neve fosse tornata a fare la sua comparsa fin verso i 2.400-2.500 metri di quota. La cosa appariva quindi più evidente sui pizzi Redorta, Scais, Coca (che superano i 3.000 metri) ma anche Cavrèl, Cappuccello, Torena, Cime di Caronella, Recastello e Tre Confini. Una fugace apparizione però, rimasta visibile fino a metà mattinata quando l’azione dei raggi solari si è fatta più incisiva sebbene con temperature in calo rispetto ai giorni scorsi.

Le temperature

La conferma è arrivata anche dai dati trasmessi dalle stazione del Centro meteo lombardo, che hanno registrato una temperatura minima di 2,7 gradi al rifugio «Curò», 4,2 al rifugio «Capanna 2000» (Oltre il Colle) e 4,6 al rifugio «Passo San Marco» (Mezzoldo), temperatura resa comunque più pungente dall’azione del vento che ha segnato una velocità rispettivamente di 48, 68 e 47 chilometri all’ora.

«Sabato in tarda serata – fa sapere un alpinista di rientro dal rifugio “Merelli” al Coca – sono partito da Valbondione indossando un capo con manica lunga ma dopo alcuni minuti mi sono dovuto fermare per toglierlo. Stamattina (ieri per chi legge, ndr) l’aria è decisamente più frizzante soprattutto perché si sta facendo sentire l’azione del vento».

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