Lunedì 18 Aprile 2011

Mercati di energia e telefonia:
liberi ma fonte di mille problemi

Nonostante le continue proteste dei consumatori e le denunce alla competente Autorità, continuano a ripetersi casi di cattiva gestione nei mercati dell'energia e della telefonia nella nostra provincia. Lo sottolineano Cisl e Adiconsum Bergamo in un comunicato.

A Bortolo Baronchelli, per una fornitura elettrica sita a Oltressenda Alta, che paga con bollettino postale, sono pervenute due fatture identiche riferite allo stesso periodo. Sentita, L'Enel si è giustificata adducendo il fatto a un errore nella stampa della fattura, che pare abbia coinvolto anche altre forniture. Ovviamente il consumatore deve pagare una sola fattura, ma speriamo (non si sa mai) che non arrivi il sollecito di pagamento per la seconda bolletta. Invitiamo coloro che pagano direttamente in banca, a verificare bene le ultime fatture, onde evitare un assurdo doppio versamento.

Ben più grave è quello che sta succedendo alla signora Maria Rosa Quadri di Bergamo. L'interessata , che ha 79 anni ed è affetta da una grave patologia al cuore, per cui deve portare al collo un pulsante per il telesoccorso collegato alla Cri e ad altre persone, venne contattata, a metà marzo circa, da un addetto della Vodafone che la «convinse» a sottoscrivere un nuovo contratto con questa società, lasciando perciò la Telecom, con la quale aveva già un contratto in corso. L'addetto, immediatamente contattato da un cugino della signora Quadri, che normalmente la assiste, promise di non attivare il passaggio da Telecom a Vodafone, per cui il problema sembrava risolto.

«Ma non fu così! – ricorda Eddy Locati, segretario dell'Adiconsum di Bergamo -. Da un lato si "scoprì" che Vodafone non era neanche in grado di dare il Servizio di cerca persone (assolutamente indispensabile per la cliente); dall'altro la linea sparì del tutto e per un certo tempo il telefono non funzionò né in uscita, né in entrata! Come Adiconsum ci attivammo sia con Vodafone che con Telecom per far ripristinare la normalità e Vodafone fece pervenire una lettera, con la quale, nei fatti, riconosceva quanto meno l'imprudenza del suo rappresentante, deliberando un risarcimento di 300 euro e comunicando il codice di migrazione, che girammo immediatamente alla Telecom (anche se riteniamo assurda una procedura del genere, visto che non si tratta di un normale cambio di gestore)».

«Finalmente, dopo qualche giorno, il telefono ricominciò a funzionare in uscita, ma non in entrata. Altre telefonate a Telecom e Vodafone per capire il perché di un ripristino parziale, senza tuttavia venirne a capo.... salvo sentirsi dire da Telecom che la "colpa” è dell'altro Gestore». Ancora oggi - dopo circa un mese - Maria Rosa Quadri non può ricevere telefonate, alla faccia dell'efficienza del mercato "libero" della telefonia. «Non è possibile che bastino poche ore per far cambiare gestore - conclude Locati - e occorrano invece parecchie settimane per ripristinare la precedente situazione, quando c'è stato un evidente atteggiamento scorretto, tra l'altro in presenza di una persona con gravi problemi.

m.sanfilippo

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