«L'orso non è aggressivo»
La Regione replica alla Coldiretti

«La presenza dell'orso è naturale nei boschi e sulle montagne delle nostre Alpi e l'orso non è un animale aggressivo, tende a sfuggire la presenza dell'uomo». Lo dice la Regione dopo l'allarme lanciato della Coldiretti.

«La presenza dell'orso è naturale nei boschi e sulle montagne delle nostre Alpi e l'orso non è un animale aggressivo, tende a sfuggire la presenza dell'uomo e ha una dieta prevalentemente vegetariana». Ad affermarlo in una nota ufficiale, dopo l'allarme lanciato nei giorni scorsi dalla Coldiretti bergamasca, è la Direzione generale sistemi verdi e paesaggio della Regione Lombardia.

«In questi ultimi giorni le segnalazioni di presenza dell'orso bruno in provincia di Bergamo, nelle zone di media montagna, hanno avuto un notevole incremento in termini di avvistamenti e tracce segnalate da cittadini. Ciò è dovuto al fatto che nei giorni scorsi è stata accertata la presenza di un esemplare che ha danneggiato alcune arnie e predato alcune pecore e tali fatti hanno suscitato timori e apprensioni nella popolazione», prosegue la nota.

«Tutte le situazioni segnalate sono state monitorate giornalmente da Regione Lombardia attraverso attività coordinate sul territorio tra Forestale e Polizie provinciali. Tale monitoraggio ha consentito di verificare l'infondatezza di una gran parte di queste segnalazioni e di intervenire là dove la segnalazione si è dimostrata veritiera con la verifica dei danni e il risarcimento degli stessi. Laddove fosse necessario, potrà intervenire personale appositamente formato assolutamente in grado di gestire la situazione che si viene a definire. È attiva, peraltro, una polizza di risarcimento danni che ha consentito di ripagare gli agricoltori delle perdite subite. A tutti gli agricoltori danneggiati è stata poi offerta la possibilità di avere in comodato d'uso gratuito una recinzione elettrificata che consente di proteggere gli animali e le arnie da eventuali nuovi tentativi di predazione. A oggi cinque recinti sono stati montati e due sono stati consegnati. Altri recinti sono comunque a disposizione di quegli agricoltori che necessitassero di utilizzarli».

«Nel 2011 si sono verificate 4 richieste di rimborso in seguito a episodi di danno riferibile all'orso bruno – continua il comunicato –. Tre richieste hanno riguardato il Bresciano, per le quali Regione ha rimborsato 2.400 euro, mentre una richiesta di rimborso per Sondrio non è ancora stata liquidata. Nel 2011 non sono pervenute richieste di rimborso da Bergamo, dove l'orso non ha causato danni. Gli allevatori interessati dalle predazioni dei giorni scorsi potranno essere rimborsati sulla base delle richieste di risarcimento da loro inviate alla Regione in seguito agli accertamenti della Polizia provinciale. Dallo scorso anno si stanno realizzando incontri divulgativi per consentire di avere una corretta informazione sulla presenza dell'orso e sulle azioni che si stanno attuando per fare in modo che la sua presenza sia compatibile con le attività zootecniche. Si sta cercando di organizzare anche incontri specifici con gli allevatori di montagna e, per questo, si auspica una collaborazione con le associazioni di categoria. Nel corso dell'estate è prevista la condivisione con gli agricoltori di un progetto che mira a coinvolgere direttamente alcune aziende zootecniche che siano disponibili a verificare l'efficacia di modalità di gestione degli alpeggi».

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