Grossman: Per non dimenticare
mettiamoci nei panni delle vittime

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Lo scrittore israeliano David Grossman ha portato in Provincia la sua profonda e toccante testimonianza sul valore della Giornata della Memoria, senza dimenticare la violenza e l’odio che ancora vivono nel presente. Lo ha fatto in una cornice di cordialità e ospitalità, accolto dal presidente della Provincia, Valerio Bettoni, prima in un incontro privato nell’Ufficio Presidenza e successivamente nella conferenza stampa organizzata nello Spazio Viterbi del Palazzo Provinciale che ha fatto da preludio al convegno al Teatro Donizetti di Bergamo.

Lo scrittore israeliano è stato salutato con affetto del presidente Bettoni che ha ricordato la necessità e l’importanza di guardare al passato per costruire una società migliore, senza violenza e crudeltà. Nella conferenza stampa allo Spazio Viterbi, David Grossman ha prima di tutto espresso la propria meraviglia nel vedere la bellezza e l’attenzione che Bergamo ha dimostrato di avere verso la Giornata della Memoria e la Shoah: «Mi sono meravigliato e commosso nel vedere la bandiera italiana a mezz’asta da Città Alta – ha detto lo scrittore -. È stato un momento emozionante, che va al di là delle parole». Parlando proprio del significato della ricorrenza del 27 gennaio ha sottolineato quale sia il vero valore del ricordo: «A volte il ricordo rischia di diventare un clichè che non sentiamo e di cui non capiamo il senso e così la Shoah diventa un simbolo vuoto. Per ricordare veramente quello che è successo bisogna cercare di mettersi nei panni delle vittime e dei carnefici e chiederci come ci saremmo comportati e come avremmo reagito. È l’unico modo per ricreare la durezza e la crudeltà di quegli anni».

Dal passato al presente, David Grossman ha voluto aprire una finestra su come si vive oggi in Israele: «Vivo in un Paese che è oberato dalla pesante memoria della Shoah – ha detto lo scrittore -. Viviamo le nostre vite con la consapevolezza che l’esistenza è fragile e questa è la nostra ansia continua». Parlando del conflitto nella Striscia di Gaza, Grossman ha definito quanto succede «una vera e propria atrocità. Israele ha usato una forza eccessiva e Hamas ha sparato razzi. Israele e Palestina si sono ritrovati sulla via dell’odio e della violenza». E ricollegandosi con il senso della Shoah ha voluto lanciare un appello: «Vi chiedo di non paragonare la Shoah con la guerra di oggi. Sarebbe scandaloso e renderebbe quanto è successo in passato una banalità». L’ultimo intervento di Grossman è stato un messaggio di speranza per il futuro: «Sarà un lungo processo ma sono sicuro che riusciremo a risolvere questa situazione perché i nostri ideali sono forti».

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