Mercoledì 02 Settembre 2009

Sedrina, un parassita killer
anticipa l'autunno degli aceri

Mancano ancora alcune settimane all’arrivo dell’autunno. Ma nei boschi appena sopra Sedrina le chiome degli alberi sono già ingiallite. La colpa sarebbe di un parassita la «Cameraria Ohridella» e di un fungo chiamato «crosta nera dell’acero», che secondo i sopralluoghi e le analisi effettuate dai tecnici della Comunità Montana Valle Brembana e dell’Istituto Agrario di Bergamo avrebbero causato l’ingiallimento delle foglie degli aceri montani nei boschi sopra Sedrina.

Nella zona del Monte Tassera, residenti di Sedrina e di Ubiale ma anche automobilisti di passaggio sul viadotto possono infatti notare anche da lontano il fenomeno dell’ingiallimento diffuso delle chiome degli aceri. La zona interessata è situata principalmente sul versante nord del monte: salendo verso Zogno, proprio all’altezza dell’ingresso di Sedrina. Ma si è estesa in forma meno intensa, oltre che verso Stabello, anche verso la contrada di Cler, fino al Roccolo del Fontanone, interessando una superficie complessiva di circa trecento ettari di bosco. «Le analisi eseguite da tecnici competenti – ha sottolineato Guido Salvi, assessore ad Ambiente e Protezione civile del Comune di Sedrina – hanno dimostrato che si tratta dell’azione di un fungo, che unito a un parassita, ha colpito tutta la zona boschiva verso nord, probabilmente una delle zone più umide del paese. Non ci sono assolutamente pericoli per la salute dell’uomo. Il fenomeno dovrebbe rientrare con l'arrivo dell’autunno, senza alcun intervento da parte nostra». A seguito di un sopralluogo richiesto dall’Amministrazione comunale di Sedrina, i funzionari della Comunità Montana Valle Brembana hanno riscontrato che si tratta probabilmente della Cameraria ohridella. Si tratterebbe di un parassita arrivato in Europa negli Anni Ottanta proprio dalla Repubblica di Macedonia che attacca principalmente aceri e ippocastani. Un secondo esame delle foglie di acero prelevate dai boschi di Sedrina e analizzate dai tecnici dell’Istituto Agrario di Bergamo, per conto del Dipartimento di Prevenzione dell’Asl di Bergamo, avrebbe invece individuato in un fungo chiamato «crosta nera dell’acero» la causa dell’ingiallimento. «Le foglie analizzate – hanno spiegato dall’Asl – erano allo stadio ancora iniziale, ma fortemente diffuso. Sarebbe utile trattare le piante con prodotti rameici».

e.roncalli

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