Barboni: la Regione fa finta di niente spariti 10 milioni per i centri di formazione

Barboni: la Regione fa finta di niente
spariti 10 milioni per i centri di formazione

La VII Commissione Istruzione del Consiglio regionale ha incontrato l’assessore regionale Aprea per discutere della situazione dei Centri di formazione professionale delle Province, dopo la riforma di questi ultimi enti.

«Il punto fondamentale di quanto sta accadendo a queste scuole è che mancano una buona fetta dei soldi che Regione Lombardia avrebbe dovuto trasferire ai Cfp provinciali per il 2015 - spiega Mario Barboni, consigliere regionale del Pd e componente della Commissione -. In particolare, per quest’anno non sono stati erogati tutti gli stanziamenti previsti per i primi 8 mesi, quelli del vecchio regime che prevedeva, oltre alle doti, un finanziamento diretto ai centri pubblici».

E l’assessore non ha dato una risposta convincente, secondo il comunicato stampa del Pd: «La Aprea - fa presente Barboni - si è limitata a dire che non spetta al suo assessorato gestire quelle risorse. Ma noi abbiamo sottolineato che certamente spetta a Regione Lombardia sostenere economicamente i centri, almeno in una fase di transizione verso il nuovo modello completamente dotale. E in totale sono “spariti” almeno 10 milioni di euro, non briciole».

Il consigliere sottolinea una volta di più come «la formazione professionale rappresenti la migliore risposta all’occupazione giovanile in Lombardia e sono i dati a dircelo. Perciò sottrarre risorse a questo settore è davvero una posizione irricevibile».

I Cfp - continua il comunicato del Pd - si sono fatti carico negli ultimi anni di una quota crescente di studenti «non dotati», ovvero non coperti dal finanziamento regionale, garantendo, a loro spese, che questi ragazzi non finissero nell’ombra della dispersione scolastica. Ora questo impegno viene pesantemente messo in discussione dal taglio di quasi 11 milioni di fondi per l’anno solare 2015.

Non solo. «Dai dati relativi al sistema formativo delle province e della Città metropolitana, risulta che 120 dipendenti sono sopranumerari: si tratta di quelli che si occupavano di orientamento nell’offerta formativa, di programmazione. Insomma, personale che ora pare non serva più e che non si sa che fine farà», prosegue il consigliere Pd.

Barboni non può che dirsi «assolutamente insoddisfatto delle parole dell’assessore. Ci siamo solo sentiti ribadire che le regole sono cambiate, ma non si prende minimamente in considerazione l’accompagnamento verso il nuovo regime che prevede unicamente il finanziamento tramite la dote assegnata per ogni singolo studente. Il fatto che dall’assessorato si precisi che è stata attivata una nuova forma di dote definita “dote dispersione” per un ammontare di 5 milioni per il 2015 e che ora i centri possono contare anche su un finanziamento per l’attivazione di contratti di apprendistato per il terzo e quarto anno non rassicura: a regime forse i problemi potranno essere assorbiti, ma serve un sostegno in questa difficile fase di transizione e devono essere garantiti i soldi promessi per il 2015 e già inseriti nei bilanci delle province. L’assessore si è vantata della qualità dei Cfp lombardi, ma pare dimenticarsi della necessità di salvaguardare un’importante esperienza accumulata negli anni. Pare le basti applicare le nuove regole che porteranno a risparmi mettendo a repentaglio la qualità e l’offerta per i ragazzi».


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