Garavaglia e l’inchiesta in Regione
«Rifarei quella telefonata a Mantovani»

L’assessore regionale all’Economia parla dell’inchiesta che lo ha coinvolto: «Massima fiducia, sono assolutamente sereno».

«Dal punto di vista giudiziario prendo questo avviso di garanzia che ho ricevuto per quello che è, ovvero come un atto di tutela nei miei confronti. Il fatto che mi coinvolge in questa indagine è semplicemente questo: un giorno sono venuti a trovarmi a casa dei volontari di questa associazione e mi portano una lettera protocollata in Regione, dunque una lettera che c’era gia’, e non sapendone niente io come mia abitudine mi muovo subito chiamando l’assessore competente ovvero quello alla Sanità (Mario Mantovani, arrestato - ndr). Tutto qui, sono indagato per turbativa d’asta per aver fatto una semplice telefonata. Di cose del genere ne faccio decine al giorno, per cui per me la cosa finisce qui e sono assolutamente sereno».

«Ho la massima fiducia, perché è una roba da niente e sono finito in questo calderone per una semplice telefonata che non ha nulla di negativo o sbagliato». Lo ha spiegato l’assessore all’Economia, Crescita e Semplificazione della Regione Lombardia, Massimo Garavaglia, intervenendo in diretta alla trasmissione televisiva di TeleLombardia «Orario continuato». «Tornando indietro - ha proseguito Garavaglia - rifarei quella telefonata, la rifarei per forza, perché il compito di un politico è risolvere i problemi che mi vengono sottoposti e quindi segnalarli a chi ha la competenza in quel settore, altrimenti chiudiamo la politica e si mette un computer al nostro posto. Lo rifarei, altrimenti è finita e significa che non ha più senso fare politica, non ha più senso fare le elezioni e via dicendo».

«L’arresto di Mantovani e di altre due persone? Umanamente fa male vedere delle persone in carcere, si tratta di una misura molto forte, soprattutto dopo un anno dai fatti contestati, ma ovviamente nel merito non posso dire nulla. Il dato certo e’ che non c’e’ nulla che riguardi l’attività della Regione, non c’e’ nulla che riguardi la Regione Lombardia in questa vicenda». E sulla mozione di sfiducia: «Partita gia’ chiusa in partenza. La settimana scorsa c’e’ stata una riunione di maggioranza dove tutti hanno sottoscritto un documento di fiducia e sostegno verso il presidente Maroni e di rilancio della l’attività politica della Regione Lombardia, per cui questa mozione nasce gia’ morta».

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