Domenica 09 Gennaio 2011

Ici sulle centrali idroelettriche
Decine di Comuni battono cassa

Casse vuote e piccoli Comuni in crisi? L'aiuto per risollevarsi arriverà dalle centrali idroelettriche. Ma non con la produzione di energia. La nuova fonte di guadagno sarà la rideterminazione dell'Ici sugli impianti, dalle turbine alle dighe fino alle condotte.

E potrebbero essere fior di soldi, anche mezzo di milione di euro all'anno per una centrale come quella dei Dossi di Valbondione. Una vera e propria manna per Comuni montani di piccole dimensioni alle prese con bilanci sempre più magri.

La questione: le società elettriche (a iniziare da Enel) hanno sempre ritenuto corretto determinare il valore catastale delle centrali facendo riferimento ai soli fabbricati. E, di conseguenza, l'Ici è sempre stata pagata solo per tali fabbricati, escludendo condotte, dighe, canali di derivazione, opere di presa, gallerie, invasi, turbine.

Per la centrale di Dossi, il Comune di Valbondione finora ha incassato 13 mila euro all'anno, per la centrale Enel di Carona, il Comune riceve 26 mila euro. Finché nel 2005 e nel 2006 la legge ha stabilito definitivamente cosa debba essere considerato ai fini della rendita catastale per le centrali: ovvero calcolando quanto finora non era stato compreso degli impianti di produzione.

Ma la rideterminazione dei valori catastali non è avvenuta in modo immediato. Qualche amministrazione comunale, però, legge alla mano, ha deciso di volerla applicare. E ha chiesto alle società di accertare il valore catastale dei propri impianti.

Tra i primi a partire sono stati Comuni della Valtellina, del Friuli, dell'Abruzzo. Da noi è stato Valbondione che, sulla scorta dell'esperienza di un comune bresciano, per primo si è rivolto all'Enel chiedendo una verifica dei giusti valori catastali della centrale di Dossi.

E dopo quattro anni è riuscita a spuntarla (a meno di ricorsi di Enel): l'Agenzia del territorio ha stabilito una nuova rendita catastale della centrale che fa schizzare l'Ici dovuta al Comune da 13 mila euro a 460 mila euro all'anno. Sommando arretrati, penali e interessi, al Comune seriano dovrebbero andare qualcosa come due milioni di euro.

In Bergamasca i Comuni sul cui territorio sorge un impianto idroelettrico sono una settantina e altrettanti, quindi, le Amministrazioni che potrebbero chiedere un accertamento dell'Ici.

Leggi di più su L'Eco di domenica 9 gennaio.

m.sanfilippo

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