Moio e Cassiglio, via le cabine Telecom
Ma i sindaci annunciano battaglia

Vecchie cabine del telefono ancora nel mirino dei tagli della Telecom. Ormai sono utilizzate pochissimo, ma a Moio de' Calvi e a Cassiglio sono ritenute ancora importanti. E se verrà tolta quella di Moio, il sindaco annuncia un gesto eclatante.

Vecchie cabine del telefono ancora nel mirino dei tagli della Telecom. Ormai sono utilizzate pochissimo, ma a Moio de' Calvi sono ritenute ancora importanti, magari per gli anziani, per le emergenze o nel caso i telefonini fossero fuori uso. Così, nell'era dei cellulari, qualche sindaco montano è pronto a combattere pur di mantenere l'unica cabina telefonica pubblica ancora rimasta.

Su tutti il sindaco di Moio, Davide Calvi che, all'ennesimo annuncio di «tagli» da parte di Telecom, ha di nuovo scritto all'azienda per manifestare il proprio no alla scomparsa del presidio telefonico. «È un punto di riferimento – dice – serve ad anziani e villeggianti. Avanti di questo passo e qui tolgono tutto in nome dei numeri». La motivazione infatti è espressamente economica: i proventi del traffico telefonico in zona sono al di sotto del minimo stabilito. Ma Calvi non ci sta e annuncia un gesto eclatante: «Se portano via la cabina porteranno via anche me. Mi ci metterò dentro».

A Moio, però, ora fa compagnia anche un altro Comune dell'alta valle: Cassiglio, dove è previsto che l'unica cabina venga tolta il prossimo 31 ottobre. «Certo, non è usatissima – ammette il sindaco Fabio Bordogna –, ma è comunque l'unica in paese. Potrebbe essere importante in caso di emergenze e servire a qualcuno nel caso i telefonini non funzionassero, pensiamo a un temporale oppure un blackout». E oltre agli imprevisti, ci sono anche evidenti limiti tecnologici per gli utenti telefonici che abitano in un territorio montano che per sua natura pone degli ostacoli alla libera diffusione dei segnali.

Per saperne di più leggi L'Eco di Bergamo del 5 settembre

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