Sisma in Abruzzo, 150 vittime
Una bergamasca racconta l'incubo

Oltre 150 vittime accertate, più di 1.500 feriti, molti i dispersi, oltre 100 mila sfollati, edifici rasi suolo, distrutte le chiese più belle: un'ecatombe. Il terremoto ha colpito il centro Italia con una serie di devastanti scosse. La notte da incubo è stata vissuta anche da un gruppo di bergamaschi, tra i quali Gabriella Pellegrini che abbiamo intervistato. Ulteriori aggiornamenti nella rubrica «Dal mondo» qui a fianco.

  • Video: L'intervista a Giuliani, lui aveva previsto il sisma

  • Video: Le prime immagini da RaiNews

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  • Video: I soccorsi in diretta
  • Oltre 150 vittime accertate, più di 1.500 feriti, molti dispersi, oltre 100 mila sfollati, edifici rasi suolo, distrutte le chiese più belle: un'ecatombe. Il terremoto ha colpito il centro Italia con una serie di devastanti scosse: quella di maggiore intensità alle 3,32 di magnitudo 5,8 della scala Richter con epicentro a 10 km dall'Aquila. La situazione è drammatica. La Protezione civile ha messo subito in campo uomini e mezzi.

    All'Aquila sono crollati il campanile di una chiesa, una parte della casa dello studente, l'Hotel Duca degli Abruzzi. Ma la situazione è critica anche in altre zone della città e in alcuni paesi della provincia aquilana. Edifici crollati, case lesionate, macerie: uno scenario infernale è stato visto dall'alto dagli elicotteri della Protezione Civile che stanno procedendo a un primo censimento dei luoghi maggiormente colpiti. Il bilancio delle vittime è provvisorio: al momento i morti accertati sono 92, fra cui alcuni bambini.

    La notte da incubo è stata vissuta anche da un gruppo di bergamaschi, il sindaco Agostino Lenisa che con alcuni assessori comunali si trovava proprio a l'Aquila, in occasione di una visita al Laboratoio del Gran Sasso (Istituto Nazionale di Fisica Nuclerare). Con loro anche la nostra collaboratrice Gabriella Pellegrini che, raggiunta al telefono, ha raccontato quanto accaduto nel cuore della notte.

    «Ieri sera ci trovavamo all'Hotel San Michele dell'Aquila. La prima scossa - dice Pellegrini - l'abbiamo avvertita dopo cena, verso le 23. A mezzanotte e mezza un'altra scossa, poi quel boato da paura alle 3.30. La scala dell'hotel è andata distrutta. Ho assistito a scene di panico e terrore: mai visto una cosa così impressionante. Sono riuscita a mettermi in contatti con il sindaco di Sedrina e gli altri bergamaschi e abbiamo subito guadagnato l'uscita. Ma anche all'esterno, dove c'erano già migliaia di persone, in una situazione caotica, non potevamo stare al sicuro: abbiamo sentito crollare palazzi e muri. Anche prendere l'auto e uscire fuori dal centro è stata un'operazione pericolosissima. Ora siamo sulla strada del ritorno a Roma, dove stasera prenderemo l'aereo. Stiamo comunque tutti bene, anche se provati da questa terribile esperienza».

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