Zerowatt, operazione amarcord
Lo stabilimento apre ai visitatori

Lo stabilimento della Zerowatt di Alzano apre ai visitatori: un evento che prelude a un secondo evento previsto per il 4 ottobre in cui la grande sala al terzo piano diventerà luogo di incontro, di raccolta di memorie e museo temporaneo.

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Attraversando gli ampi spazi si ha una sensazione di sospensione del tempo. Sembra di essere in uno di quei film in cui, per qualche catastrofe o invasione aliena, le persone siano improvvisamente sparite.

L’enorme area è chiusa da 14 anni, anche se lo stato di degrado sembra frutto di un tempo molto più lungo. Sulla facciata la grande scritta Zerowatt è in parte consumata e cancellata. Il comparto è costituito da due corpi, di cui il più vecchio risalente agli anni ’40. Nel 2001 l’azienda che produceva elettrodomestici, acquisita da Candy, chiuse e la produzione

venne spostata a Brugherio. Furono tempi duri, di protesta, di contrattazione, ma alla fine molti rimasero senza lavoro e Nese perse un pezzo della sua storia industriale.

L’entrata è sbarrata da un cancello, ma questo non ha impedito l’ingresso a chi ha lasciato molte tracce del proprio passaggio. Nella giornata di sabato la fabbrica verrà di nuovo aperta.

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