Svelt, mobilità per 9 dipendenti
La Fim: «Soluzioni alternative»

Rapporti sindacali tesi alla Svelt S.p.A. di Bagnatica e Cavernago. All'azienda produttrice di trabattelli e scale è stata aperta la procedura di mobilità per 9 dipendenti su 97. L'azienda sostiene che la procedura si rende necessaria per il contenimento costi e riorganizzazione della produzione. Marco Tebaidi, operatore della Fim Csil di Bergamo, sostiene invece che le fabbriche «hanno sempre lavorato, non hanno bilanci in perdita, la redditività è vicina allo zero, ma non c'è una crisi. Eppure, nonostante questo non è mai stato raggiunto un accordo. La Svelt continua a ritenere indispensabile il licenziamento, mentre per noi sono praticabili altre strade, dalla Cassa alla Solidarietà.

La priorità e il nostro ruolo – continua Tebaidi – ci obbligano a cercare di affrontare la crisi senza licenziamenti, con soluzioni alternative, per questo continuiamo a richiamare l'azienda alla responsabilità sociale e chiediamo che Apindustria faccia lo stesso». All'ordine del giorno c'è anche la richiesta di un incontro urgente con la Provincia.

«Domani - conclude Tebaidi – terremo un'assemblea con i lavoratori. La Fim li inviterà a mettere in campo iniziative di lotta per far desistere l'azienda dal suo modo di agire. È infatti obbligatorio evitare la deriva dell'unilateralità di decisioni che aggravano le situazioni occupazionali sul territorio. Se la direzione di Svelt S.p.A. non vuole entrare nel merito della questione, deve cercare la soluzione alternativa ai licenziamenti, fosse solo pensare a incentivi adeguati che incoraggino davvero la mobilità».

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