Il Moscato di Scanzo
avrà il marchio Docg

Ora è ufficiale: il Moscato di Scanzo avrà la Docg, la Denominazione di origine controllata e garantita. È il primo vino della Bergamasca a tagliare il prestigioso traguardo, il quinto in Lombardia (gli altri sono due valtellinesi, un bresciano della Franciacorta e un pavese dell'Oltrepò). Mercoledì 11 febbraio il Comitato nazionale vini ha dato il tanto atteso via libera, ma comunque annunciato dopo l'ok della commissione ministeriale che aveva accolto la proposta dei produttori orobici. Non resta che formalizzare l'investitura: il ministero dell'Agricoltura emetterà il relativo decreto tra marzo e aprile.

Il Moscato di Scanzo, celebre vino da meditazione, unico e non paragonabile ad altri vini del genere, aveva ottenuto la Doc (Denominazione di origine controllata) nel 2002. Ora il sigillo più importante che premia gli sforzi del Consorzio del Moscato di Scanzo, il cui presidente, Paolo Bendinelli commenta che «oltre a certificare maggior garanzia per i consumatori (in virtù dei controlli ferrei su tutta la filiera), la Docg significherà un grande sviluppo nei prossimi anni, come numero di addetti, di bottiglie e di fatturato. C'è ancora molta terra a disposizione, si potrà estendere ulteriormente la lavorazione di questo vitigno».
 

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