San Pellegrino: mercoledì alle 10
l'incontro con i vertici dell'azienda

Restano delicate le trattative tra sindacati e rappresentanti del gruppo S. Pellegrino: mercoledì 8 aprile nella sede di Assolombarda in via Pantano a Milano è previsto il terzo incontro (alle 10) da quando, il 13 marzo scorso, l’azienda ha annunciato l’apertura della procedura di mobilità per 283 lavoratori negli stabilimenti di tutto il Gruppo (su un totale di 1.200 persone che lavorano nelle aziende coinvolte nella procedura).

Degli esuberi annunciati, 120 erano previsti nella sede bergamasca di San Pellegrino terme - Ruspino (dove l’organico totale raggiunge le 366 persone). Gli esuberi erano stati, poi, sospesi dopo una serie di scioperi che nello stabilimento della Valle Brembana si sono prolungati per un totale di 60 ore. Per l’azienda, leader nel mercato delle acque minerali (acqua S.Pellegrino e acqua Panna) e delle bibite, a motivare un così alto numero di posti a rischio sarebbero state l’adozione di un piano di riassetto organizzativo e la forte contrazione del mercato soprattutto sulla fascia dei prodotti di marca.

«L’azienda ha accolto la nostra proposta di discutere di un piano industriale e di strumenti da adottare in alternativa ai licenziamenti. La discussione, dunque, continuerà su quali ammortizzatori sociali utilizzare» ribadisce Stefano Previtali, segretario generale della Flai-Cgil di Bergamo. «Nel frattempo, insieme alle RSU e alle altre sigle sindacali coinvolte, la Fai-Cisl e la UilAi-Uil, abbiamo sospeso le agitazioni. I lavoratori dello stabilimento della bergamasca per ora hanno tirato un sospiro di sollievo, ma restano fortissime le tensioni e le attese. Dalle assemblee che abbiamo svolto tutti i lavoratori hanno voluto lanciare un monito chiaro verso l’azienda: hanno sottolineato come ancora siano prontissimi a tornare in sciopero se dovessero profilarsi tempi bui».

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