Stop ad aumenti Iva dal 2018 Nella manovra bis «dote» di 5 miliardi

Stop ad aumenti Iva dal 2018
Nella manovra bis «dote» di 5 miliardi

Attesa la firma del Colle, spunta una norma ad hoc: riscrive la clausola di salvaguardia,che scatterebbe nel 2018.

La «manovrina» non servirà solo ad aggiustare i conti del 2017 ma consente al governo di fare un primo passo per evitare, come promesso, gli aumenti dell’Iva dal 2018. Dal testo finale del maxi decreto, ancora all’esame dei tecnici del Quirinale, spunta infatti una norma ad hoc che riscrive la clausola di salvaguardia che scatterebbe dal 2018, in assenza di misure alternative, «alleggerendo» il conto dei 5 miliardi che la manovra bis porta in «dote» per il prossimo anno come correzione strutturale (3,4 miliardi l’aggiustamento strutturale sul 2017).

La scelta, che probabilmente è tra le cause dei ritardi con cui il testo approvato l’11 aprile dal Consiglio dei ministri è stato trasmesso al Colle, consente intanto all’esecutivo di «blindare» quelle risorse, ed evitare, come spiegano fonti di governo, che si scatenino su quel «tesoretto» dello 0,3% del Pil gli appetiti del Parlamento. I 5 miliardi vengono infatti già impiegati per rimodulare gli aumenti dell’aliquota ordinaria (che passerebbe dal 22% al 25% nel 2018 per poi aumentare solo dello 0,4% e non più dello 0,9% l’anno successivo) e per dimezzare l’incremento dell’aliquota agevolata al 10%, che ora si prevede salire «solo» di un punto e mezzo, all’11,5% anziché al 13%. Resterà da vedere con quali misure, e per quale entità, il governo sostituirà poi i 14,6 miliardi di rincari rimasti (la salvaguardia valeva in origine 19,7 miliardi sul 2018) con la prossima manovra d’autunno.

Per la «Finanziaria di primavera», intanto, la firma del capo dello Stato, Sergio Mattarella, potrebbe slittare di qualche ora proprio per quella «complessità» del provvedimento (68 articoli) più volte evocata dal ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, che intanto oggi e domani sarà a New York per un nuovo roadshow promozionale dell’attrattività dell’Italia. Il ministro davanti alla comunità finanziaria farà leva sulle misure per migliorare il «business enviroment» messe in campo dal governo in questi anni.

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