Martedì 23 Marzo 2010

Albegno, da Norberto
vince il prezzo fisso

«Parto da un principio semplicissimo: il costo delle materie prime incide ancora piuttosto poco sul costo complessivo di un pasto, soprattutto se sai comprare e in cucina sei capace di non sprecare. Quindi, potendo contare anche sull'aiuto di moglie e figlio, contenendo così i costi del personale, ho puntato tutto sul rapporto qualità-prezzo, quello che tutti andiamo cercando, tenendo i prezzi più bassi possibile: 10 euro a pranzo e 25 la sera, tutto compreso. I primi mesi di questa impostazione del lavoro mi stanno dando soddisfazione e penso che siano soddisfatti anche i miei clienti».

Norberto Maffioli ha 50 anni e tanta esperienza tra i fornelli. Ha cominciato a 17 anni e nella sua carriera ha contribuito ad affermare diversi locali tra Bergamo (La Pergola, Balzer, Cappello d'Oro) e Brescia. Per la pasticceria è stato allievo di Iginio Massari, il guru della “Pasticceria Veneto” di Brescia. Da quattro mesi ha ritirato la gestione di una trattoria a Albegno di Treviolo, in via Alighieri, e le ha dato il suo nome, “Trattoria da Norberto”.

Soprattutto ha voluto mettere in atto un suo principio, non nuovissimo, già attuato anche da altri colleghi, principio che ad Albegno si sta rivelando vincente. Qui vale il “menù fisso”, perciò non c'è niente da scegliere: ogni giorno la cucina prepara un paio di primi e un paio di secondi piatti, oltre al pane e alla pasticceria che pure sono fatti in casa. Il vino bianco e rosso sono sfusi ma dignitosi, anche se non manca una piccola carta dei vini.

«Resta inteso – continua Norberto - che su prenotazione si può sempre ordinare un menù su misura. Per eventi come ricorrenze, feste (il menù di Pasqua costa 38 euro), cresime o matrimoni predispongo menù mirati con prezzo diverso, ma normalmente, se uno entra e non ha pretese particolari, mangia quello che io ho preparato e paga 10 euro a pranzo e 25 la sera e la domenica a mezzogiorno».

Per il pranzo di lavoro a 10 euro tovaglioli e tovaglie sono di carta, ma il menù non è misero: buffet di verdure sempre disponibile, un primo e un secondo piatto, vino della casa, acqua e caffè. La sera tovaglie e tovaglioli sono di cotone, c'è anche la candela sui tavoli, vengono serviti il gran antipasto di Norberto, due primi piatti, due secondi di carne, il dessert della casa, vino bianco e rosso, acqua, caffè.

Con prezzi così contenuti come si fa ad andare avanti e stare nelle spese? «Ripeto – conclude Norberto – che prima di tutto bisogna saper comprare e non sprecare. Secondo, non contare le ore di lavoro, almeno quelle di noi tre della famiglia. Altro aspetto favorevole il fatto che il locale è abbastanza capiente e dispone di un ampio giardino, il che ci permette di fare parecchi coperti. Con un numero elevato di coperti si riesce più facilmente a far quadrare i conti».

Lei è stato chef di locali anche importanti, di lusso. Non si sente menomato a servire pasti da 10 e 25 euro? «No, è la scelta che io e la mia famiglia abbiamo fatto. Una scelta popolare, diciamo così, in linea con le difficoltà della crisi generale, ma i primi quattro mesi sono andati bene e penso continueremo su questa strada».
Roberto Vitali

k.manenti

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