Lunedì 09 Gennaio 2012

Al Calepino l'Oscar
del Gambero Rosso

Il Gambero Rosso premia gli spumanti dell'azienda Il Calepino di Castelli Calepio, la prima che in Bergamasca – erano gli Anni Settanta – cominciò a produrre spumanti con il Metodo Classico, lo stesso metodo dello Champagne. Nella pubblicazione “Bollicine d'Italia 2012” il Gambero Rosso premia con l'Oscar Qualità-Prezzo il Calepino Brut Non Dosato 2006 e segnala inoltre per la qualità il Calepino Brut Rosé 2007.

Questa la motivazione con la quale il Gambero Rosso premia il Non Dosato 2006 dei fratelli Plebani: “La Valcalepio affianca Franciacorta ed Oltrepò, in Lombardia, come terroir vocato alla spumantistica. Qui dai primi Anni Settanta la famiglia Plebani si dedica con passione alla produzione di vini e spumanti. L'azienda è dedicata al monaco che redasse la prima enciclopedia universale, Fra Ambrogio da Calepio. Anche quest'anno eccellente il nuovo millesimo del Non Dosato, cuvée di Chardonnay (70%) e Pinot Nero che matura ben quattro anni sui lieviti. Ha un bel colore giallo paglierino dorato brillante, fine perlage e profumi che dalla frutta bianca evolvono su note di erbe officinali, salvia, basilico; al palato, gran nerbo, frutto e pulizia. Un Oscar meritato”.

Nelle scorse settimane la Cantina Calepino ha messo in vendita un nuovo prodotto che è andato a ruba nelle festività di fine anno: un “Calepino Rosé S. A.”, senza annata, vale a dire una studiata unione di cuvée di diverse annate. «Noi che abbiamo sempre puntato sull'annata di riferimento delle uve, regolarmente denunciata in etichetta, abbiamo deciso di proporre – affermano Franco e Marco Plebani – un senza annata. Pensiamo che l'abilità del vinificatore sia anche quella di scegliere e unire determinate partite che insieme possano fare una qualità ancora maggiore. Noi l'abbiamo fatto con vendemmie del 2004 e del 2005, quindi con vini destinati alle Riserve, con 60 mesi di permanenza sui lieviti, 70 per cento Chardonnay, di cui una parte affinata in legno per 15 mesi, il restante 30 per cento di Pinot Nero. Abbiamo scelto il Rosé non solo perché è di moda, ma perché pensiamo che nel Rosé, quando è ben riuscito, il pubblico di intenditori sappia cogliere una maggiore presenza di profumi, una struttura e una complessità che regalano sensazioni più forti».

Roberto Vitali

e.roncalli

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