Venerdì 03 Dicembre 2010

Tumore al retto
Se ne parla a Ponte

È il terzo tumore maligno per incidenza e mortalità, dopo seno e polmone, e ogni anno in Italia registra poco meno di 40 mila nuovi casi: è il cancro del retto, e proprio per la sua importanza e pericolosità sarà il tema del sesto appuntamento con «Incontri oncologici», la rassegna ormai da qualche anno organizzata dal Dipartimento Oncologico del Policlinico San Pietro di Ponte San Pietro, coordinato dal dottor Paolo Ubiali.

L'intento è quello di promuovere la conoscenza dei più moderni aspetti nella diagnosi e cura del cancro del retto, e l'importante convegno si svolgerà sabato 4 dicembre, nella palestra di Fisioterapia del policlinico di Ponte: interverranno come relatori il radiologo Stefano Dova, l'endoscopista Fausto Lella, il chirurgo Paolo Ubiali e i suoi collaboratori, l'anatomo-patologo Roberto Scelsi, il laboratorista Roberto Pagni, l'oncologo Francesco Scanzi, il radioterapista Andrea Buffoli, l'anestesista Armando Alborghetti e infine l'esperta di «stoma care» Ivana Scaglia. «Un'informazione più adeguata, la diagnosi sempre più precoce e i miglioramenti nel campo della terapia hanno portato a una diminuzione della mortalità, a fronte invece di un aumento del numero dei tumori - spiegano dal Dipartimento Oncologico del San Pietro -. In particolare in questo ventennio sono stati fatti molti progressi proprio per quanto riguarda il cancro del retto: a partire, per quanto riguarda la terapia chirurgica, dall'introduzione delle tecniche che consentono la conservazione dell'apparato sfinteriale, oltre che di quelle laparoscopiche».

Fondamentale un approccio multidisciplinare, con il supporto di chirurgo, dell'oncologo, del radioterapista, dell'anestesista, dell'anatomo-patologo, del radiologo e del medico di laboratorio, oltre al coinvolgimento di personale qualificato per l'assistenza durante e dopo il ricovero. Proprio questa è la filosofia messa in atto al San Pietro: «Da alcuni anni al Policlinico il Dipartimento Oncologico è operante con lo scopo proprio di fornire un programma multidisciplinare di diagnosi e cura dei tumori. Il paziente affetto da tumore del retto viene valutato da chirurgo e oncologo, che decidono la migliore strategia ad personam».

fa.tinaglia

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